"IL BULLO GIOCA DA SOLO". IL COMMISSARIO ARCIDIACONO PARLA CON 200 STUDENTI DELLA SCUOLA MEDIA
Bovalino, 20 gennaio 2012
Il
Commissario del “rispetto e delle regole”, come affettuosamente ed
orgogliosamente viene chiamato da alunni e studenti di tutta la Locride il
Dirigente Capo del Commissariato di P.S., di Bovalino Giovanni Arcidiacono, per
le sue “lezioni” su temi di palpitante attualità (legalità, bullismo, rispetto
per l’”altro”) ha tenuto una interessante lezione ai ragazzi della scuola Media
di Bovalino sul tema: “Il bullo gioca da solo”. Ad assistere Arcidiacono, il
Dirigente scolastico prof. Francesco Sclapari il quale ha ringraziato la Polizia
di Stato per l’impegno nei riguardi della nuova generazione che ha bisogno “oggi
più che mai, di punti fermi e di valori alti. La Famiglia e la Scuola, hanno un
compito fondamentale nell’educazione dei ragazzi, ma da sole non bastano”. Gli
ha fatto eco il Commissario: “la società del consumismo e della comunicazione
multimediale anziché creare “accoglienza” ha allontanato sempre più una grande
massa di giovani dai veri valori, quelli forti e che fanno crescere. C’è tanta
fretta attorno che ci dimentichiamo dell’”altro”, proprio di chi sta a noi
vicino, il nostro compagno di banco, quello che sta a destra e quello che sta a
sinistra e se manca l’”altro” si vive da soli. Ecco, «il bullo gioca solo», non
insieme agli altri e se anche l’”altro è solo” allora succedono cose
imprevedibili, spesso gravi, per il ragazzo, la famiglia e la società”. Con
l’aiuto di un proiettore per schermo gigante, il Commissario ha poi svolto una
bellissima lezione, movimentando attenzione su un pubblico giovanile di oltre
duecento ragazzi, tantissimi genitori (non tutti presenti perché giornata
lavorativa) e docenti della Scuola. Arcidiacono ha sostenuto con forza che non
si tratta solo di “ragazzate” ma che spesso, dietro il bullismo, si nascondono
vere e proprie azioni criminali (furti, estorsioni, vandalismi, rapine, violenze
sessuali) a cui bisogna intervenire con coraggio e determinazione perché
“subire prepotenze può causare danni alla sfera fisica, emotiva, intellettiva e
sociale della vittima. Rivolgendosi ai genitori, proseguendo la lezione ha
ricordato che: “Il tema della violenza tra pari sta sempre più assurgendo
all'interesse della cronaca giornalistica e compromettendo seriamente il ruolo
determinante ed essenziale della famiglia che deve vivere da vicino la vita del
proprio ragazzo, specialmente se questi è ancora un fanciullo. Il rischio, ha
concluso Arcidiacono, comune ad altre fenomeni sociali che hanno vissuto lo
stesso percorso, è che l'opinione sostituisca una effettiva conoscenza del
problema interferendo nei processi di prevenzione e recupero sociale”.
L’incontro è stato organizzato dai vicepresidi Domenico Labadessa e Claudio
Saparito. A conclusione dell’incontro al quale hanno partecipato con domande
allievi e genitori, si è esibito il gruppo dei musicanti della Scuola, con una
personalissimo intreccio di note dell’Inno di Mameli, diretto dai docenti
Gianluca Orlando, Marcello De Luca, Pietro Paolo Sorgonà e Fausto Migliorasi.