C 'ERA UNA VOLTA UN BIDONE DELLA SPAZZATURA
Bovalino, 28 gennaio 2012
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gennaio, i soliti ignoti incendiano il bidone della spazzatura sistemato a
trenta metri dall’incrocio XXIV Maggio – Francesco La Cava. Brucia la spazzatura
e naturalmente il bidone in materiale plastico. 24 gennaio. Di buon’ora gli
addetti alla raccolta dei rifiuti prelevano i resti del bidone e lasciano a
terra quelli dei rifiuti ridotti quasi in cenere. Alle ore 13,30 una signora
con in mano un sacchetto di spazzatura, si accorge che il bidone non c’è.
Deposita a terra il sacchetto ben chiuso, pensando, che in giornata il Comune
provvederà alla sostituzione. Sabato 28 gennaio. Ancora il contenitore non c’è
mentre a terra ci sono quattro o cinque sacchetti ancora pieni (uno al giorno!)
e non maltrattati da cani e gatti. Un brevissimo ma amaro diario di un servizio
non dato e che probabilmente non sarà più ripristinato nella stessa via. Ci
voleva un incendio per eliminare il contenitore? L’ignoto esecutore materiale
(in estate sono stati danneggiati o messi fuori uso decine e decine di bidoni,
appiccando il fuoco e rendendo l’aria irrespirabile e pericolosa per via dei
fumi tossici sprigionati dal materiale plastico) l’ha fatta proprio bene. La
cosa più strana è che quel bidone era uno dei pochi ad essere rispettosamente
trattato dalle famiglie –mai è stata depositata la spazzatura a terra perciò il
lavoro degli operai si è potuto svolgere con la massima celerità. Perché allora
è stato dato alle fiamme? Se lo sta chiedendo, incredula, la casalinga, se lo
chiedono le famiglie che si servivano del sito, se lo chiederanno sicuramente
gli agenti di polizia, i carabinieri ed i vigili urbani, e se lo chiedono i
cittadini di Bovalino che pagano puntualmente le tasse per un servizio che da
qualche giorno è molto precario ed incomincia a destare preoccupazione
accumulandosi giorno dopo giorno quintali e quintali di rsu oltre che, al
solito, gomme, frigoriferi, poltrone, materassi e quanto altro. Cronaca di
incivile “normalità” nonostante il tempo sia trascorso e la “nuova generazione”
abbia preso il posto della “vecchia”. Nulla è mutato.