NEL DIBATTITO POLITICO-AMMINISTRATIVO INTERVIENE FERDINANDO ROCCA
Bovalino, 31 ottobre 2009
Sul confronto che si è creato tra partiti, comitati e gruppi di persone all’interno di ina dinamica che anticipa sempre ogni competizione elettorale, il consigliere di minoranza del Partito Democratico Ferdinando Rocca, trova l’occasione per esternare il suo pensiero riguardo il comunicato stampa del suo segretario Vincenzo Mallamo definendolo “coraggioso e saggio”, metendo in guardia i compagni ricordando che “la comunità bovalinese sarà chiamata ad eleggere il nuovo Consiglio comunale in concomitanza con le elezioni regionali e volenti o nolenti dovremo assistere come in passato al ritorno dei grandi falchi della politica, i quali, dopo essersi dimenticati e fregati altissimamente dei problemi del territorio e di chi li ha votati, improvvisamente si risvegliano e tentano di porre rimedio alla loro latitanza politica durata più o meno per un’intera legislatura. La polemica però c’è ma riguarda gruppi all’interno del PD con le proprie simpatie politiche, perché nei riguardi del partito Rocca riafferma di aver “sempre creduto in linea generale al progetto del Partito Democratico; non credo però alle correnti e alle correntine che continuano a dilaniare il Partito a vantaggio di questo e di quel gruppo di potere. Il fatto che non sia stato invitato a quella riunione né come ex DS al quale ormai per ovvie ragioni non tengo più, né tantomeno come fondatore del Gruppo PD in seno al Consiglio comunale di Bovalino, non soltanto non può e non deve dispiacermi ma in un certo senso credo mi faccia anche onore”. Mi ritengo infatti abbastanza libero da qualsiasi imposizione o velleitarismo partitocratico e di parte, tanto che su questo punto mi sento anche pronto a rassicurare i miei concittadini e in particolare quelli che mi hanno sostenuto nelle passate elezioni amministrative e che penso mi vogliano ancora bene”. Il ragionamento di Rocca si sposta poi sulla vera sostanze della questione sollevata: “Quello che in sostanza non condivido e faccio fatica a comprendere è il criterio secondo cui un partito, che da un lato si dice disponibile al dialogo e ad una larga intesa verso l’esterno nell’interesse generale della cittadina, al suo interno si presenta ancora diviso, accettando logiche di corrente e facendosi portavoce di istanze e interessi di parte. Mi piacerebbe che su questo punto prendesse posizione anche il segretario del Circolo Prof Vincenzo Mallamo, che io ritengo essere persona intellettualmente onesta, nonché equilibrata nell’interpretare e rappresentare gli interessi del Partito nella sua interezza”. E’ evidente, che il discorso lo rivolge a componenti del suo partito in quanto la strada per affrontare le comunali del 2010 è quella del dialogo e delle alleanze in quanto non si può disporre “, per cui il PD “farebbe bene a ritirarsi in una profonda e attenta meditazione che a mio avviso dovrebbe concentrarsi oggettivamente su almeno due questioni essenziali: l’assoluto e definitivo fallimento dei partiti e della politica locale; l’assenza di fatto di una vera e propria classe dirigente capace di assumersi culturalmente, socialmente ed economicamente delle precise responsabilità. Il protagonismo velleitario dei molti leader i quali spontaneamente offrono la propria candidatura alla carica di primo cittadino a capo di vere e proprie armate Brancaleone, non è certo il principale dei mali che affliggono ormai da lungo tempo questo paese, ma piuttosto il riflesso di una condizione di malessere che ha origini nella perdita si senso della comunità e nei valori che la rappresentano”.