L'intervista al sen. Franco Crinò
26 ottobre 2010
La risposta di Zappavigna
29 ottobre 2010
La replica del sen. Franco Crinò
30 ottobre 2010
 

ALLE DICHIARAZIONI DEL SEN. FRANCO CRINO' PRONTA LA RISPOSTA DI

ZAPPAVIGNA

Bovalino, 29 ottobre 2010

Si fa sempre più interessante il dibattito scaturito dopo il consiglio comunale del 30 settembre dove era stato evidenziata una situazione finanziaria molto precaria per via di debiti, molti fuori bilancio. Il punto però dove la politica si era soffermata riguardava le opere pubbliche che nonostante avessero avuto una “spinta” politica, non erano ancora andate in porto. Una somma di circa cinque milioni di euro che il senatore Franco Crinò, in una nostra intervista, aveva firmato la paternità e, giustamente, pretendeva un riscontro della spesa. Era naturale che l’ex sindaco Francesco Zappavigna, oggi consigliere di minoranza, intervenisse, essendo stato chiamato in causa da Crinò, per esporre liberamente il proprio pensiero e dare conto della gestione amministrativa dal 2005 al 2010.

Il sen. Crinò ha detto chiaro e tondo che “le responsabilità più gravi per i ritardi accumulati” sono ascrivibili a lei ed al suo esecutivo.

Intanto in  via preliminare va detto che Crinò non ha mai amministrato un Comune e ciononostante millante crediti. Non sono mai stato per la paternità dei finanziamenti che un Comune riesce ad ottenere, ma in via prioritaria sono per il buon governo  e la buona amministrazione di un Ente; del resto mi sono sempre interessato di Bovalino anche quando non ero consigliere comunale e questa “miccia” accesa da un ex senatore ha lo strano odore di interesse per la competizione elettorale provinciale della primavera prossima. Un comizio da un palco con una manciata di cittadini per una informativa che cinque milioni di euro “portati” da lui o attraverso il suo interessamento a Bovalino, non sono stati spesi pur essendo trascorsi sette anni.

 

Crinò parla chiaramente di due finanziamenti per il castello feudale di Bovalino Superiore e della chiesa dello Zopardo.

Io non so ancora se i finanziamenti per il Castello sono ascrivibili alla sua carica politica oppure, come sembra, all’amministrazione guidata dal 2001 al 2005 da Antonio Carpentieri. Ma questo sarebbe un falso ragionamento. Vi è stato un finanziamento di 470 mila euro i cui lavori sono stati eseguiti. Un secondo finanziamento di 1 milione e 200 mila euro hanno riguardato lavori appaltati ed è stato dato corso ai lavori stessi. C’è un terzo finanziamento, ottenuto dalla mia amministrazione di 718 mila euro per il quale è stato affidato l’incarico per la progettazione e riguardano lavori sempre per il Castello. Del resto le “carte” possono essere visionate. La nostra gestione è stata trasparente e rispettosa della legge.

E’ sotto gli occhi di tutti che la “macchina” si è fermata

Quanto era nelle nostre competenze è stato rispettato, così come il percorso burocratico è di una trasparenza esemplare.

E per il “Petto d’Adamo”, la biblioteca “Mario La Cava”, il centro polifunzionale?

 

Per quanto riguarda il “petto d’Adamo” il sen. Crinò mi dovrà dire quali sarebbero le responsabilità mie trattandosi di un’opera datata 1990, La biblioteca La Cava, inoltre, iniziata nel 1992 oggi abbandonata a se stessa, è stata sommersa da contenziosi che la mia amministrazione ha risolto. La Stazione Unica Appaltante, il 25 novembre scorso l’ha riappaltata. Che c’entra Zappavigna?  Per quanto riguarda il Centro Polifunzionale invece è sempre da capire se è stato il prof. Antonio  Carpentieri o altri ad ottenere i finanziamenti. Certo è stato durante la gestione Carpentieri che l’opera ha avuto il suo iter burocratico ed è stato appaltata, nonostante l’équipe dei tecnici l’abbia tirata alle lunghe per via di approfondimenti e studi. Ma durante la mia gestione è stata appaltata. Per quanto riguarda il “bancomat”, è una fantasia del nostro senatore:  lo sa bene anche lui che non si può trasferire da un capitolo ad un altro una somma finalizzata.

Dobbiamo concludere che la sua gestione non è stata fallimentare e che tutto sia stato improntato alla trasparenza ed alla legalità.

L’ho già detto. Debbo però aggiungere che molte opere nei cinque anni di amministrazione sono state fatte senza alcun finanziamento pubblico. Quasi tutto lo abbiamo realizzato con il nostro bilancio. Parlo di piazza Marino,  risanamento del sito Malachia, scivolo per l’alaggio a disposizione della Guardia costiera e della collettività, risanamento del rione Borgo con marciapiedi, risanamento ambientale via degli Oleandri e spazio adiacente alla Comunità Montana, ristrutturazione capannone contrada Coltura, costruzione isola ecologica completata al 90%, ampliamento del cimitero, bonifica  del torrente Pintammati (finanziamento di 270 mila euro, appaltato ed eseguito) e completamento del lungomare per 123 mila euro,  appaltato ed eseguito. (Simone Alliva)