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La risposta di Zappavigna 29 ottobre 2010 |
La replica del sen. Franco Crinò 30 ottobre 2010 |
Il nostro articolo sulle opere pubbliche “ingessate”, ripreso anche dal consigliere Domenico Savica, per la parte, a dire il vero, riguardante le finanze comunali e la municipalizzata “Bovalino Multiservices”, è stato raccolto dal senatore Franco Crinò il quale si è soffermato sulle opere pubbliche incompiute o mai avviate a Bovalino e sullo strano silenzio che gira attorno a questo importante fatti.
Abbiamo ricordato i suoi meriti per aver portato una notevole quantità di finanziamenti al Comune di Bovalino, ci sembra cinque milioni di euro. Ad oggi, però, queste notevoli attenzioni sono state sprecate. Cosa ne pensa?
Posso essere gratificato come politico per essere riuscito a canalizzare questi fondi nella cittadina che è anche mia e della mia famiglia, ma come cittadino di Bovalino, visto come sono andate e stanno andando le cose, sono fortemente preoccupato e deluso. Comunque, finalmente, se ne parla. Non ne aveva parlato l’opposizione consiliare a Zappavigna che porta le responsabilità maggiori, con Mittiga, trascorsi questi primi sette mesi di assestamento, ci si attende riscontri “leggibili”, ma la sua opposizione non può scegliere tempi lunghi per “ascoltare, vedere e parlare”. Solo Mimmo Savica, da quanto si può osservare, si fa vivo ogni tanto ma con critiche che riguardano per la verità, più il profilo delle opere che i colpevoli o dolosi ritardi. I cittadini avranno fatto sentire la loro delusione esprimendosi con il voto in questa ultima tornata elettorale, ma bisogna stare addosso agli amministratori per conservare la possibilità di vedere in giorno non lontano mi auguro, realizzate queste opere che avrebbero senz’altro un ritorno sociale, culturale ed economico principalmente per il rilancio del turismo e dei servizi.
A che data risalgono i finanziamenti?
Si riferiscono agli anni a cavallo tra la legislatura di Carpentieri (2001-2005) e quella di Zappavigna (2005-2010), ormai si contano e si scontano 6-7 anni di ritardo. E non sono pochi.
Che idea si è fatto su questi ritardi?
Mah! L’Ufficio tecnico era stato super potenziato nella passata legislatura e probabilmente non avrà assolto a tutti gli adempimenti, però il controllo e gli indirizzi degli atti erano e restano sempre in capo all’esecutivo municipale che ha le responsabilità più gravi per i ritardi accumulati. Tra procedure inceppate, determinazioni difformi a quello che stabilisce la legge, idee di una diversa finalizzazione dei lavori, insomma… per via di inimmaginabili e strani ritardi, si è prodotta la paralisi. A meno che non ci troviamo di fronte ad una forma di opportunismo. L’ex sindaco Zappavigna, parla di “avanzo di amministrazione, consistenza della cassa, circa cinque milioni di euro, prevalentemente destinati ad opere già appaltate…” ma chiediamo di essere smentiti o quanto meno tranquillizzarci almeno sul fatto che quei fondi (parliamo di 5 milioni di euro!) non siano stati tenuti o mantenuti per fare “bancomat”, per attingere, alla bisogna e temporaneamente, per altre esigenze dell’amministrazione. I fondi erano destinati alle opere pubbliche di rilevante importanza per l’immagine e l’economia bovalinese, opere pubbliche di cui non c’è traccia o sostanziale evidenza. Ormai gli investimenti sono depauperati, non si potranno fare con gli stessi fondi opere che 5/7 anni fa si potevano fare. Speriamo che non ne sia stata compromessa la realizzabilità in quanto rappresenterebbe per la comunità bovalinese un colpo dal quale sarà difficile riprendersi.
Sta parlando, ricordiamolo, di quali opere?
Noi pensavamo al Castello medioevale di Bovalino Superiore, per il quale erano stati stanziati circa 2 milioni di euro, al suo interesse storico, alla promozione turistica, all’artigianato ed ai commerci che potevano innescarsi; pensavamo al Centro polifunzionale (circa 1 milione e mezzo di euro) come sede per la convegnistica, il tempo libero, lo sport; al “Petto d’Adamo” , (300 mila euro) per disegnare un percorso naturalistico per la frazione Pozzo di Bovalino, alla biblioteca comunale e quanto connesso con la cultura e le biblioteche (variante per 180 mila euro) e così via. Possiamo dimenticarci di tutte queste opere”.
Ed allora sarebbe più logico che qualcuno, finalmente, a distanza di tanto tempo, trattandosi anche di somme consistenti, si facesse carico di spiegare alla cittadinanza il loro uso o del perché del mancato utilizzo. E’ quanto la gente si attende dai protagonisti delle varie fasi amministrative di Bovalino. (Simone Alliva)