STATO DI AGITAZIONE DEI LAVORATORI LSU E LPU

Bovalino 21 ottobre 2010

 

Si sta facendo insostenibile la situazione dei 26 LSU-LPU che da dodici anni lavorano presso il Comune di Bovalino ed oggi si sentono “profondamente delusi e amareggiati per la mancanza di interesse dimostrata dall’Amministrazione Comunale per la possibile stabilizzazione”,  da una settimana in stato di agitazione che molto probabilmente culminerà con uno sciopero. A parere dei ventisei precari, la stabilizzazione si poteva rendere possibile a seguito del finanziamento della Regione Calabria stanziato con Delibera Regionale N. 570 del 23/08/2010, che copriva il 40% della spesa per i prossimi 5 anni.

Dopo un primo incontro con l’amministrazione comunale  “in cui il Sindaco si è detto disponibile a fare il possibile per arrivare alla stabilizzazione, manifestando, altresì, la chiara volontà politica affinché ciò avvenisse, nel secondo incontro che avrebbe dovuto essere un “tavolo tecnico” dove fare il punto della situazione,  prendere quindi in mano la pianta organica comunale per stabilire i posti da ricavare, prevedere i costi, ecc., si è parlato di tutt’altro. L’amministrazione municipale continua la nota, rappresentato in quella occasione oltre che dal Sindaco Tommaso Mittiga anche da Mario Ientile e Sergio Delfino, si è impegnata sì, ma solo a dimostrare l’impossibilità della stabilizzazione attraverso ogni sorta di argomentazione, anche temi già affrontati e superati con la precedente Amministrazione, dando poco spazio ai nostri rappresentanti che pertanto, non hanno avuto la possibilità di illustrare il modo  dettagliato la possibilità del processo di stabilizzazione soprattutto tenendo conto della disponibilità degli LSU/LPU di accettare un impiego part-time per non influire troppo sulla spesa per il personale che presenta, tra l’altro, un notevole risparmio considerati i pensionamenti che ci sono stati e gli altri che ci saranno a breve”. Nella nota i ventisei lavoratori temporanei ricordano che “la rimodulazione della pianta organica permetterebbe l’immissione in ruolo con la possibilità di lasciare anche altri posti vacanti.   Gli LSU/LPU sono costretti ancora una volta a veder sfumare la loro assunzione dopo aver lavorato per ben 13 anni senza alcun riconoscimento contributivo, dopo essersi occupati dei servizi essenziali per l’Ente, che lo stesso non avrebbe potuto offrire considerata la carenza presente in organico, e tutto questo senza nessun costo, dal momento che il sussidio dei precari viene corrisposto dalla Regione Calabria.

I servizi dovranno essere svolti da qualcuno, quindi ci si chiede: se non si vogliono assumere questi precari, forse qualcun altro dovrebbe esserci al posto loro?”

Nei prossimi giorni i lavoratori, si incontreranno con o  sindacati  di categoria per decidere le forme di protesta da adottare.