E' POLEMICA APERTA TRA NUOVO PSI E "NOVA BOVALINO". TERESA PARISI RISPONDE

Bovalino 3 febbraio 2010

Non si fa attendere la replica della Segretaria del Nuovo PSI “Bettino C raxi”, Avv. Teresa Parisi, dopo il comunicato stampa a firma del Movimento culturale-politico “Nova Bovalino” che a sua volta era già intervenuto per una precedente dichiarazione divulgata  dall’ufficio stampa del partito. 

“In politica, così come nella vita, bisogna sempre ricordarsi quello che si dice e quello che si fa. “Nova Bovalino” dice di accorgersi solo adesso che noi rappresentiamo il Nuovo PSI. Vogliamo ricordare a questi giovani dalla memoria corta che quando siamo stati invitati e quando abbiamo partecipato alle prime riunioni di quel movimento, qualcuna fatta proprio presso la sede del Nuovo PSI, siamo stati invitati e abbiamo partecipato in nome e per conto del Nuovo PSI, mai come singole persone. Certo i vari Tramontano e forse anche lo stesso attuale presidente forse non lo sapranno dato che, evidentemente, i loro colleghi di percorso, la cui memoria sembra essere a corto di fosforo, non glielo avranno comunicato. In realtà che Nova Bovalino si compiaccia del fatto che il Nuovo PSI non ne condivida " i metodi e parte del progetto" è solo l'ennesimo segno di una strategia demagogica. Il metodo avversato dal Nuovo PSI è quello di chi decide da solo e pretende di imporre; di chi è avvezzo alla ipocrisia e contrabbanda per "novità" un rigurgito di intolleranza.

Che alcuni dirigenti di Nova Bovalino hanno militato, in un passato molto prossimo, in un ben identificato partito e che hanno fatto politica per quel ben identificato partito, riversando i loro "pacchetti di voti" ad un uomo di quel ben identificato partito facente capo ad una ben identificata corrente, un uomo, fra l'altro, non calabrese, è cosa nota a tutti: le elezioni europee si sono svolte qualche mese fa. Che questi stessi dirigenti oggi rinnegano i partiti, anche quello in cui hanno militato e dentro cui hanno lottato per avere delle cariche, per altro non arrivate o assegnate ad altri, non ci stupisce né ci trova impreparati. Noi crediamo nei partiti e lottiamo e lotteremo per il loro ritorno perché siamo convinti che in un paese dove vengono annullati i partiti verrà, in seguito, annullata la democrazia. I nostri padri hanno vissuto e hanno sofferto, in un passato "ventennio" l'imposizione di un "modello monocratico" e non è stata sicuramente "grave colpa" del Partito Socialista né degli uomini che in quel glorioso partito militavano, molti dei quali hanno perso la vita per mano di quelli che quel "modello monocratico" avevano imposto. Noi che siamo gli eredi politici di quegli uomini lotteremo e verseremo fino all'ultima goccia del nostro sangue affinché nessuno possa più imporre un altro "ventennio" come quello. Nel nostro DNA politico un "dialogo" è sempre un "dialogo", non è "trattativa", tenuto conto che il nostro unico obiettivo, il nostro unico fine è lo sviluppo ed il benessere della collettività: non abbiamo altri fini noi, non dobbiamo dimostrare a nessuno che gestiamo uomini o voti. "Pacchetti di voti" non ne abbiamo da offrire a nessuno noi, e anche gli amici che frequentiamo non ne posseggono. Ritornando al concetto di "bovalinesità", vogliamo precisare che il nostro presidente non ha fatto alcuna offesa né alla sua intelligenza né alla sua cultura: quello che tutti noi abbiamo interpretato è il significato che qualche dirigente dava a quella parola. Tanto è vero che durante una delle ultime riunioni a cui noi abbiamo partecipato, il solito oratore di turno ha usato delle parole così dure e offensive che il nostre presidente ha sentito il dovere di intervenire facendogli osservare che uno dei rappresentanti del Nuovo PSI era nato a San Luca, sfidandolo a trovare una macchia nella sua onestà e dignità. Che oggi quel movimento, forse grazie, anche al contributo dei nuovi entrati, si sia ricreduto aprendosi ai paesi interni e anche a quegli uomini che non hanno una cultura "bovalinese" non può che farci piacere. Per il benessere della collettività occorre l'impegno di tutti, anche di quelli che pur abitando a Bovalino, qui non sono nati e che però sono bovalinesi come quelli che lo sono nati e come quelli hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Ci permettiamo di affermarlo noi che amiamo questo paese molto di più dei tanti che oggi si ergono a suoi paladini”.