3 GRUPPI DI MINORANZA RIFIUTANO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE
Bovalino, 12 maggio 2010
3 gruppi di minoranza “Nova Bovalino (Enrico Tramontano e Antonio Zurzolo)”, “Rinascita e Sviluppo (Francesco Zappavigna)” e “Ricominciare (Domenico Savica)”, -non si fa cenno all’altro rappresentante, Antonio Carpentieri, della Lista “L’esperienza per il rinnovamento e lo sviluppo”, dopo l’incontro con i capigruppo sollecitato dal sindaco Mittiga - hanno inviato una lettera al primo cittadino ed al capogruppo di maggioranza Sergio Delfino, nella quale si dice che: “pur apprezzando la proposta di affidare alla minoranza consiliare la Presidenza del Consiglio nonché alcune non precisate deleghe”, non aderiscono “a questa iniziativa per ovvi ed oggettivamente desumibili motivi”. In merito alla distribuzione delle deleghe, “ritengono che le stesse debbano essere assegnate (in ottemperanza ai criteri di correttezza politica, amministrativa ed etica) agli assessori nominati in quanto espressione della maggioranza consiliare”. “Per quanto concerne la Presidenza del Consiglio Comunale, prosegue la lettera, per analoghe ragioni, nonché per permettere ai suddetti gruppi di dare forza e concretezza politica alla propria attività consiliare, si considera inopportuno affidare alla minoranza il compito di esercitare tale ruolo”, per questi motivi e tre gruppi di minoranza “ribadiscono, nel rispetto dei ruoli assegnati loro dagli elettori, il proprio impegno per un confronto costruttivo e trasparente al fine di affrontare serenamente le problematiche urgenti e necessarie della nostra comunità”. La mancata adesione al costituito “gruppo di minoranza” da parte del prof. Antonio Carpentieri, viene interpretata come possibilità dello stesso ad essere il candidato per la presidenza del Consiglio Comunale. Antonio Zurzolo di “Nova Bovalino” non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ribadendo quanto è oggetto della missiva, ma con ogni probabilità, il nodo dovrà essere sciolto nel prossimo consiglio comunale e, pertanto, i quattro consiglieri firmatari, con questa dichiarazione si sono tirati indietro per lasciare “campo libero” alla maggioranza di determinarsi il Presidente del Consiglio.