Ricordato il bovalinese Ettore Badolato
 Il pubblico presente gli ha tributato un lunghissimo applauso. Hanno relazionato Pasquino Crupi e Gianni Carteri

Bovalino, 9 marzo 2007

“Amendoliano convinto, frequentava le librerie e leggeva molto. Negli ultimi suoi giorni, quando la sofferenza gli aveva piegato la voglia di vivere e di sopravvivere, Ettore Badolato che risiedeva a Milano ma che a Bovalino trascorreva le vacanze,  si è inchinato a quell’Essere superiore del quale non aveva timore ma rispettava”. Certamente aveva ben presente quanto Saverio Strati aveva scritto a proposito dell’uomo e della morte: «Io sono dentro di te e consumo pian piano il tuo corpo». Così nella presentazione, il saggista Gianni Carteri ha  introdotto la figura del Badolato, docente di matematica e fisica,  che l’Associazione culturale  “Mario La Cava” e il circolo culturale “Conca Glauca” a pochi mesi dalla sua morte, hanno inteso ricordare con una commossa biografia tratteggiata da uno dei suoi più cari amici e dal Presidente dell’Associazione La Cava, Pasquino Crupi, che lo conobbe all’Università e con il quale ebbe rapporti fraterni fino alla fine.

Le note “poetiche, letterarie e storiche” sono state di Gianni Carteri il quale ha tenuto a puntualizzare “la forza dell’utopia” del “rivoluzionario” bovalinese, in quanto “gli uomini hanno il dovere di ribellarsi alla storia ed Ettore lo faceva con la convinzione dei forti. Egli, ha proseguito Carteri, era un puro e non tollerava che un uomo si appropriasse di ciò che non era suo. Aveva una religiosità che negli ultimi tempi era diventata più intimistica. Ettore Badolato, comunista “aristocratico” come lo chiamerà appresso Crupi, aveva la consapevolezza che esisteva un essere superiore e quindi gli usava rispetto”. Nel seguito, Gianni Carteri ha tratteggiato il profilo caratteriale nonché ironico e spiegato il perché Ettore usasse i vezzeggiativi nel salutare gli amici: Mimmuccio, Enzuccio, Francuccio….quasi una fotografia adolescenziale, per questo senso di autoconservazione di «eterna giovinezza» che trasmetteva anche agli altri.  Amava i bambini ed era sempre sorridente ed aperto al saluto. A piedi o in bicicletta, il suo primo appuntamento era in edicola dove acquistava il suo giornale “L’Unità” che non ostentava, piegava e metteva nella tasca della giacca o dell’impermeabile o del cappotto o semplicemente teneva nelle mani, incrociate sulla schiena e lungo i corsi Umberto I e Garibaldi o la via XXIV Maggio era un continuo “saluto” ricco di “Ciao, caro …. “. Poi, dopo il lungo applauso dei presenti, il “testimone” è passato a Pasquino Crupi che, al solito, ha introdotto con toni “forti”, un po’ polemici, forse per mascherare la commozione che lo aveva già sfiancato, prima ancora di iniziare a parlare: “Degli uomini importanti, si dovrebbero interessare le istituzioni, non tanto le associazioni”. Poi, si è interrogato: “Si può ricordare una persona che non ha scritto niente? In quale manuale della umana civiltà è scritto? Perché non dovremmo ”ricordare” quelli che hanno “parlato” e dato esempi di non trasformismo? “Ettore Badolato, non ha scritto nulla ma la sua vita è un’opera d’arte, l’opera d’arte di un intellettuale “orale”.  
La commemorazione fatta da Pasquino Crupi è stata attenta, ricca di particolari ed “onesta” nel senso che è riuscito a collocare l’”Omero” bovalinese tra i i personaggi importanti che Bovalino deve ricordare,ed ha tracciato un epitaffio di indubbio effetto e di grande valenza culturale. Di Ettore Badolato, Pasquino Crupi ha detto: “Uomo interamente del Mezzogiorno, meridionalista per sentimento e per dottrina, compagno sempre, fu un grande intellettuale orale, categoria sconosciuta alla libresca cultura italiana. Sempre primo nella difesa dialettica del Mezzogiorno e della Calabria. Nell’ora, che appartiene ai grigi, quella del riconoscimento e del premio, si ritrasse alla retroguardia, togliendo disturbi d’ipocriti e farisei, e riservando a sé, per noi, le luci della ribalta della memoria perpetua”. La serata è stata introdotta dalla Vice Presidente Laura De Maria. Testimonianze e ricordi hanno riempito di significati la serata con gli intervenuti dell’ex sindaco di Bovalino Antonio Carpentieri, Luigi Napoli e il professore Garreffa.

Domenico Agostini.



 

 

 

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