AD UN ANNO DALLA SCOMPARSA DI RENATO VETTRICE
SI FA IL PUNTO SULLA QUESTIONE "SICUREZZA" ED ORDINE PUBBLICO.

Bovalino 22 novembre 2006

La fiaccolata dell’amore che l’Amministrazione Comunale di Bovalino e il Cids avevano pubblicizzato e dedicato a tutti i morti ammazzati dalla violenza bruta ed a tutti quelli di cui nulla si sa nonostante gli appelli e le invocazioni dei familiari, degli amici, dei mezzi di comunicazione e della Chiesa, ha visto la partecipazione di una esigua rappresentanza di sindaci della Locride , come ha evidenziato il sig. Mario Congiusta, padre di Gianluca vittima anch’egli di mani assassine, nel suo breve ma incisivo intervento, ma anche, e questo lo testimonia  il cronista che è stato presente, la scarsa partecipazione della cittadinanza bovalinese, che però non immaginava che, a causa della pioggerella costante e fastidiosissima, la manifestazione si sarebbe comunque fatta, ma all’interno della Chiesa Matrice, per volontà del Parroco Padre Giuseppe Castelli. 
Bovalino non è nuova a queste manifestazioni contro la ‘ndrangheta e le violenze. E’ scesa numerosa e compatta in Piazza ed ha acceso centinaia di ceri in occasione della venuta a Bovalino di Angela Casella, lo ha fatto due volte quando hanno sequestrato Lollò Cartisano, quando hanno incendiato il capannone del signor Leuzzi e il supermercato dei fratelli Fonti. Testimonianze sorrette dalla Parrocchia che ha sempre stimolato la cittadinanza a non mollare, lottare per una locride più a misura d’uomo. Non parole o testimonianze di facciata ma, in prima linea, per continuare a pregare e per insistere sulla esigenza di “stare insieme”. Anche martedì sera Bovalino si è stretta attorno ai familiari delle vittime che erano presenti in Chiesa per ricordare Gianluca Congiusta, Massimiliano Carbone, il papà dell’elettrotecnico Guttà, la signora Speziale, ma anche Filippo e Domenico Cristarella, Renato Vettrice quest’ultimo scomparso forse nel buio della lupara bianca. La gente ha per invocato giustizia, ha chiesto maggiore impegno da parte delle forze dell’ordine e della magistratura: “Questo, ha detto il Presidente del Cids Demetrio Costantino, è un territorio in cui guardando indietro si scorgono cataste di documenti lasciati dentro archivi zeppi di inchieste che non hanno avuto la parole fine. Un territorio  in cui è necessario avere personale preparato e serio per concludere le indagini in tempi ragionevoli. Non si può continuare a negare il diritto di sapere
perché sono state uccise così tante persone e non si può continuare a non fare giustizia”. Padre Giuseppe, nel prendere la parola ha sottolineato, ancora una volta, la necessità di stare “insieme” e domandarsi “dentro”. L’uomo è figlio di Dio e va rispettato come essere più caro al Signore. Nessuno è padrone della vita dell’altro. Dobbiamo però essere attenti a quanto ci sta attorno e lottare contro le ingiustizie. Troppi sono i morti ma ognuno ha il diritto di sapere chi è stato a fare il male e perché  lo ha fatto”. Suor Carolina del Centro Don Pino  Puglisi di Bosco Sant’Ippolito di Bovalino si è soffermata sulla frase del parroco siciliano ucciso dalla mafia: “Se ognuno di noi fa qualcosa”, perché se così sarà “insieme possiamo fare molto”, ed ha augurato che presto si possano avere notizie di Renato Vettrice, l’operaio della frazione Bosco del quale si sa solo che ha lasciato poche tracce di sangue nella serra dove lavorava. La mamma di Massimiliano Carbone, un’altra vittima della violenza, assassinato il 24 settembre del 2004, ha letto un messaggio della signora Liliana Esposito la quale tra l’altro ha chiesto “di conoscere lo stato delle indagini sugli omicidi e sulle scomparse dei nostri cari. E’ scandaloso che nessuno sappia dirci nulla. A tutti deve essere detta la verità. E’ tempo di finirla con le manifestazioni dei morti importanti e della manifestazioni “gridate”. Tutti hanno il diritto di conoscere la verità. Nel corso della manifestazione, prima che si facesse la fiaccolata (il cielo si era rasserenato) hanno preso la parola Deborda Cartisano,  la figlia di Lollò rapito la sera del 22 luglio del 1992 i cui pochi resti sono stati ritrovati nel cavo di un castagno secolare nell’Aspromonte jonico e il sindaco di Siderno Sandro Figliomeni. Al termine, il sindaco di Bovalino Francesco Zappavigna, nel ringraziare gli intervenuti e Padre Giuseppe per aver consentito di “rifugiarci nella casa del Signore, la casa di tutti”, ha avuto parole di sostegno per l’opera quotidiana delle forze dell’ordine e della magistratura che “lavorano in un territorio difficilissimo, dove impera il silenzio e spessissimo anche la paura. Dobbiamo ognuno di noi fare il nostro dovere di cittadini, perché la legalità va vissuta giorno per giorno e messa a disposizione dei nostri figli che attraverso l’esempio riescono a trasmettere atteggiamenti e comportamenti consoni a chi vive in una società civile”.
(in alto Francesco Fortugno, a seguire: Lollò Cartisano; Renato Vettrice, Domenico e Filippo Cristarella; Gianluca Congiusta;)