Che festa c'è a Bovalino per il santo Patrono?
Bovalino 2 aprile 2008
La
festa patronale dovrebbe essere per ogni paese, pur piccolo, un appuntamento
annuale che metta insieme la fede cristiana e la cultura del popolo. La festa, è
risaputo, è nata come momento di ringraziamento per qualche beneficio ricevuto
dalle comunità locali e per richiedere la protezione dei singoli e
l'allontanamento da ogni tipo di male. Si tratta, quindi, di festa religiosa a
tutti gli effetti anche se da qualche lustro ha
assunto
più le caratteristiche di “sagra” che quelle
di “ringraziamento”. A Bovalino, come in tanti altri paesi della
Calabria e dell’Italia, (il santo di Paola è anche patrono della Calabria), il
patrono è San Francesco, fondatore dell’ordine dei Minimi, ed il due aprile,
data della sua morte (1507), gli impiegati statali (scuole), i comunali,
regionali e provinciali godono di un giorno di festa, come prevede la legge
italiana; tutti gli altri impiegati che lavorano in altra sede naturalmente, pur
residenti a Bovalino, non usufruiscono dello stesso diritto.
Ma cosa è successo ieri nel bel paese della
Calabria jonica, dal mare glauco? Quale è stata la “festa” o la manifestazione
caratterizzante l’evento religioso? La risposta è lapidaria:nulla.
Per un credente il fatto che non ci sia stato niente di barocco, è importante
perché si tratta di fede e non di coreografie pubblicizzate con cartelloni che
annunciano serate di folclore e di musica leggera o classica. Ma, è risaputo, la
tradizione vuole che al ringraziamento religioso, alla preghiera, faccia seguito
la festa, il divertimento. Ieri, due aprile, però, a Bovalino, tranne la
celebrazione in Chiesa, tutto si è consumato come se si trattasse di una
giornata normale: negozi e bar aperti, nessuna bancarella, neanche una giostra
per i bambini; gli studenti che frequentano le scuole superiori di Locri,
Siderno, Gioiosa o Roccella si sono alzati presto, come gli altri giorni, quelli
di Bovalino o dei paesi viciniori che frequentano il liceo scientifico o
l’Istituto Tecnico Commerciale hanno goduto della giornata di riposo perché
“festa del patrono”. Il sostantivo, di derivazione latina connota il «patronus»
(da pater) che significa protettore, persona di una certa autorevolezza, colui
che aiuta e sostiene i bisognosi. Per la Chiesa “patrono” è una persona alla
quale è affidata un’area geografica nonché coloro che svolgono una certa
attività affinché siano protetti durante la loro normale occupazione. I
pescatori ed in genere la gente di mare (i marinai), appunto, hanno in san
Francesco il patrono, protettore, l’amico che ti è vicino nei momenti di
difficoltà.
Il forestiero che ieri attendeva la festa, nel senso di svago, sarà rimasto
disilluso, così come i giovani che non hanno nemmeno goduto di un “segno”: uno
striscione colorato o un manifesto per un breve messaggio augurale che
ricordasse la giornata. Tutto secondo un “vecchio” copione: i “Francesco” e
“Francesca” hanno festeggiato l’onomastico – i più fortunati assaporando la
torta fatta dalla nonna o dalla mamma -, padre Giuseppe Castelli ed i monaci di
Pozzo, Bovalino Superiore e Bosco sant’Ippolito hanno benedetto i fedeli
impartendo loro la benedizione del santo, e la sera, dopo una normalissima
giornata, tutti a letto. Domani è un altro giorno, un’altra “festa”.
(La statua del santo patrono in processione nel mese di agosto)