SI SVOLGERANNO DOMANI I FUNERALI DI PEPE' LAROSA IL MECCANICO MORTO PER UN INCIDENTE SUL LAVORO
Bovalino, 22 novembre 2008
Si
svolgeranno domani, Domenica, alle ore 15,30 presso la Chiesa Matrice s. Nicola
di Bari, i funerali del meccanico morto a seguito di un incidente sul lavoro. La
famiglia Larosa aveva da poco terminato il pranzo e Marco era uscito: un breve
tratto in macchina con un amico. Pepè, come tanti stakanovisti, non fa il
pisolino pomeridiano e scende in officina. La mattina aveva lavorato e l’ultima
revisione di auto l’aveva fatta al professore Domenico D’Agostino. Con ogni
probabilità il meccanico che stava riparando un motore, è salito sulla scala per
prendere un “pezzo”. L’azione gli è stata fatale ed è caduto malamente sbattendo
la testa nella parte più delicata: la zona parietale destra che ha causato gravi
lesioni al cervello. Quando Marco è rientrato, vedendo l’officina chiusa è
salito a casa ed ha chiesto del padre. Alla risposta della madre che Pepè doveva
trovarsi in Officina, il giovane si è precipitato al piano terra e qui ha visto,
disperato, il padre immobile a terra ed in una pozza di sangue. Cosa fare?
Chiedere aiuto, gridare. Pepè Larosa non dava segni di vita. La telefonata al
118 e l’arrivo dell’Ufficiale Sanitario Cecè Caccamo che abita a pochi passi
dall’Officina che si rende conto della gravità delle condizioni del meccanico.
Marco non attende l’ambulanza e trasporta il padre al Pronto Soccorso di Locri.
Qualcuno telefona anche al Dirigente sanitario di rianimazione ed anestesia
Domenico Vadalà, suo amico, che però si trova in viaggio di ritorno da un
convegno. Quando raggiungerà l’ospedale di Locri Pepè Larosa è già al Centro
traumatologico di Siderno. Le condizioni si aggravano sempre più ed alle 18,20
di ieri l’altro, l’equipe medica che non l’ha abbandonato un momento constata il
decesso.
Muore un grande lavoratore, un uomo umilissimo e buono, un grande artigiano della meccanica. Lascia affranti dal dolore la moglie Lina ed i tre figli: Domenico, Marco e Cristina.
Pepè Larosa si era fatto “le ossa” all’età di dodici anni quando entra come apprendista nell’officina Spatolisano di Bovalino proprietario di autobus con i quali serviva tutto l’interland aspromontano, fino a Reggio Calabria. Dopo quella esperienza Pepè, come tanti giovani che aveva voglia di farsi strada e di mettere su famiglia, decide di espatriare e, grazie alla sua bravura, entra a far parte del gruppo dei meccanici dell’AGIP. Lavora in Egitto, Somalia, restando per molti anni a Johannesburg la città più popolosa del Sudafrica. Qui nassce il primogenito Domenico e qui Larosa arricchisce e perfeziona nella motoristica il suo “mestiere”. Rientra a Bovalino dove costruisce quell’officina. Vi muore il 21 novembre, mentre lavora.
Domenico Agostini