TOTO' DELFINO NON E' PIU' CON NOI.
HA RAGGIUNTO LA CASA DEL SIGNORE

Bovalino, 23 settembre 2008
Anche la pioggia alle 16 di ieri si è fermata. Gli ombrelli si sono chiusi ed un mare di gente, in silenzio, ha seguito la bara da via Papa Giovanni, dove abitava Totò Delfino, seguendo tutto il tratto della via Garibaldi, fino alla Chiesa Matrice "San Nicola di Bari", dove, un'altra folla attendeva il feretro, prima dell'ingresso nella casa del Signore.
Era gente comune, amici d'infanzia, bambini, studenti, giornalisti della carta stampata, della televisione e di internet, intellettuali, operatori del mondo della scuola. In Chiesa in massima parte donne, le colleghe di Leila, la moglie di Totò, bambini delle elementari, le donne vestite in nero e con il velo in testa della Platì che gli ha dato i natali e di San Luca dove suo padre, "Massaru Peppi" il maresciallo dei Carabinieri che si travestiva per acciuffare i delinquenti, era conosciuto, temuto e rispoettato. Tanta, tantissima gente venuta da tutta la Locride. La Locride del mare e dell'Aspromonte, quell'Aspromonte che tanto amava e che ha affrescato con la sua penna da "libertino" usata come se fosse il pennello di Enotrio del quale ammirava l'immediatezza percepibile dal magico intreccio dei colori che sottolineavano le tanto care tematiche sociali e alla spiritualità dell'uomo. Totò Delfino non è più, ma ha lasciato nei suoi scritti a volte ironici tal'altre umoristiche ma sempre soffuse di umanità e rispetto per l'uomo, un patrimonio di grande valenza culturale.
Se n'è andato in silenzio, con la sofferenza di non aver potuto parlare negli ultimi quattro giorni della sua vita, stanco e senza forze stritolato, lui così vigoroso come il forte castagno d'Aspromonte, da un male incurabile. Il rito funebre è stato officiato dal parroco padre Giuseppe Castelli coadiuvato dai parroci di San Luca e di Platì. Nell'omelia, padre Giuseppe ha tracciato un breve profilo del giornalista e scrittore, elogiandone lo spessore culturale e morale e confortando i familiari che lo hanno assistito amorevolmente fino alle ore 7.32 del 22 settembre, quando ha finito di soffrire.  Un commovente saluto è stato fatto dai figli con una lettera indirizzata al proprio genitore e il critico letterario Gianni Carteri ha formulato un elogio funebre di grande spessore letterario ed umano. Dopo il mesto rito funebre, le condoglianze di tutti i presenti ed un lunghissimo applauso, la salma è stata tumulata nella cappella di famiglia nel cimitero di Bovalino.