SI SONO SVOLTI I FUNERALI DI PEPE' LAROSA

Bovalino, 23 novembre 2008

 

Sotto una pioggerella costante e fredda, la bara di Pepè Larosa,  è stata portata a spalle fino alla Chiesa S.Nicola di Bari, dove Padre Giuseppe Castelli ha officiato il rito funebre. Il lungo corteo si è snodato dalla casa dello sfortunato meccanico, morto a seguito di una caduta nella propria officina mentre era intento ad eseguire lavori attinenti la propria attività ed ha proseguito fino in Chiesa. Centinaia di persone hanno poi atteso in piazza beato Camillo Costanzo che il rito terminasse (la Chiesa era sovraffollata) prima di porgere l’estremo saluto al defunto ed alla famiglia. Intanto sono state chiarite le fasi che hanno preceduto l’accidentale caduta del meccanico. Il pranzo si era protratto perché erano stati invitati i futuri suoceri ed il fidanzato di Cristina, la terzogenita. Una delle due serrande del laboratorio  era abbassata, mentre l’altra, era alzata. Pepè si è alzato dalla tavola ed è sceso. In dieci minuti si è consumata la tragedia. Quando il figlio è sceso per aiutare il padre lo ha trovato a terra, con gli occhi sbarrati ed in una pozza di sangue.

Attestazioni di solidarietà e condoglianze sono giunte alla famiglia affranta dal dolore da parte del Comitato dei Festeggiamenti del santo Patrono san Francesco di Paola e di Alleanza Nazionale. Nella nota stampa trasmessa dal circolo bovalinese, AN ha espresso “il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Pepè Larosa” associandosi “al dolore della moglie Lina e dei figli Domenico, Marco e Cristina per l'incommensurabile perdita. La comunità di Alleanza Nazionale, e l'intera città di Bovalino, vengono a perdere un uomo dalle profonde doti umane e professionali. Al caro Pepè, prosegue il comunicato, vanno le nostre preghiere, alla famiglia la solidarietà più profonda per la perdita del proprio caro con la speranza che riesca a trovare la rassegnazione prendendo forza della volontà che aveva spinto il nostro Pepè, giovanissimo, ad impegnarsi nel lavoro. Dire addio a Pepè equivale a salutare un pezzo importante di storia della nostra Bovalino e del nostro partito. Lo ricordiamo come padre e marito esemplare, grande lavoratore, caro amico di partito ed esempio di integrità e dedizione. Ancora una volta- conclude la nota -  il lavoro che dovrebbe portare sorriso, serenità, voglia di vivere, arreca, seppur  per triste fatalità,  lutti e perdite di vite umane , sottraendo alla società uomini saggi ed operosi".