A BOVALINO CONTINUANO RAPINE E FURTI
I cittadini hanno paura anche a farsi la passeggiata a piedi ed
alle 20.00 le strade, male illuminate, sono deserte
Bovalino,20
dicembre 2006
Quando avviene in furto con scasso, di notte, ed accanto al negozio preso di
mira dai malviventi vi è una struttura militare, significa che la micro o macro
criminalità oramai si permette di tutto, in barba a tutti.
Bovalino, da qualche mese, è diventata invivibile. Troppi furti, troppe minacce,
troppa sfrontatezza nell’esecuzione di crimini che pur essendo ad alto rischio,
rendono poco. E questo è ancora più pericoloso e costringe la gente a restare a
casa per non lasciarla incustodita.
Gli ultimi due fatti, quelli di cui siamo venuti a conoscenza, senza per questo
essere o fare i detectives sono: il furto, di notte, al ritrovo estivo “El
Chiringuito”, sul lungomare, a venti metri dalla Delegazione di spiaggia, ed una
rapina a mano armata, ai danni di un commerciante mentre stava rientrando a
casa, con l’incasso della giornata, in pieno centro abitato. Sembra che la
rapina sia fruttata tre o quattromila euro.
Qualche settimana fa ci siamo dovuti interessare di uno sfacciato e temerario
tentativo di furto nella centralissima via XXIV Maggio ai danni del negozio di
abbigliamento “Antonella” dove i malviventi alle ore 23 hanno tentato di
frantumare a colpi di due grosse pietre una vetrata antisfondamento. I temerari
si ferirono (furono trovate tracce di sangue) nello sforzo di far entrare una
mano nel foro praticato dopo cinque minuti di batti e ribatti. Furono gli
inquilini del palazzo a sentire i colpi ed a telefonare ai Carabinieri ed alla
Polizia di Stato che, arrivarono prontamente, sventando la rapina nei riguardi
di un imprenditore che in sette anni ha subito una diecina di furti con
altrettanti tentativi di estorsione. Il giorno dopo fu la volta dei fratelli
Marcovecchio i quali rinvennero sulla soglia dell’azienda un bossolo di pistola.
Sono succeduti altri fatti di cui si vocifera in paese ma non sempre chi ha
subito la violenza vuole parlare e quindi moltissimi fatti criminosi non vengono
nemmeno denunziati. In questa realtà Bovalino non cresce, non può crescere. E
non è, a parere nostro, questione di paura o di coraggio; nemmeno, o soltanto,
questione di educazione alle legalità o alla civica convivenza, che è giusto
continuare a fare nelle scuole, come parte indispensabile dell’educazione del
ragazzo. Noi insistiamo sulla realtà cruda della precarietà assoluta in cui vive
il mondo giovanile bovalinese e della Locride che è senza un lavoro che dia
sicurezza di vivere o di concepire una famiglia. Ci sono tantissimi giovani che
sono costretti a partire verso il “mitico” nord, spesso ostile agli immigrati
del Sud dell’Italia, ma ce ne sono tanti altri ancora che restano “’o paisi” e
non vogliono partire o perché la famiglia continua a mantenere loro la
sopravvivenza, o perché vengono “assistiti” come avviene ormai da sempre nel sud
del meridione.
In questa Babele di miserie e bisogni, mentre le forze dell’ordine, appostati in
tre o quattro angoli della cittadina jonica cercano di effettuare controlli su
tutti i mezzi alla ricerca di refurtiva o di persone sospette, i giovani
che giornalmente subiscono dalla televisione il fascino della ricchezza,
del sesso ostentato e a volte volgare, anche quando reclamizza generi di prima
necessità, si fanno vedere in giro a piedi per mettersi in mostra come per un
concorso di “veline”, per farsi selezionare dal “boss” di turno che gli
garantirà qualche spicciolo ma non la sicurezza del vivere civile.
F.G., commerciante bovalinese che ha visto mentre facevamo alcune foto ai
negozi, si è “sfogato”: “Vediamo spesso macchine delle forze dell’ordine
sfrecciare sui corsi di Bovalino ma, quando chiudiamo i negozi, e le strade sono
completamente deserte, e questo avviene puntualmente alle 20.30 di ogni santo
giorno, tranne per chi ha attività di ristorazione (pub, pizzerie, ecc.), non si
vede nessuna pattuglia. Eppure, continua F.G. abbiamo un Commissariato di
Pubblica Sicurezza che dovrebbe essere a capo dell’ordine pubblico, un giovane
Commissario che vorremmo più vicino agli imprenditori ed alla cittadinanza, così
come ci piacerebbe che ritornassero le pattuglie a piedi sia dei Carabinieri che
della Polizia di Stato. Non vogliamo, ha concluso F.G. una Bovalino
militarizzata ma una Bovalino che sia tutelata adeguatamente, questi si. La
prevenzione è più importante della repressione”. Sono lamentele che abbiamo
voluto riportare nella loro drammaticità, nel pieno rispetto di chi fa il
proprio dovere e rischia la propria vita quotidianamente per la difesa e la
tutela del cittadino.
La realtà, comunque è questa: il signor Enzo Serafino, titolare de “El
Chiringuito” è corso ai ripari, facendo saldare delle lastre di acciaio alle
finestre ed alle due porte del suo locale; il commerciante rapito cerca di
essere in compagnia quando chiude il negozio e gli altri, continuano, con il
cuore in gola, a lavorare per cercare di portare avanti la famiglia
decorosamente e nel rispetto del vivere civile.