Bovalino, 15 maggio 2008

Erano le 15,50 quando il treno 3751 proveniente da Catanzaro e diretto a Reggio Calabria transitava, dopo la sosta alla stazione di Bovalino, verso Bianco a velocità di circa 100 km/h, quando a duecento metri dal ponte “Careri” i macchinisti vedevano un gregge di pecore che pascolava tranquillamente sui binari. Senza farsi prendere dal panico tentavano, nel minor tempo possibile, di attivare i freni di emergenza per arrestare, nel minor spazio possibile,  la locomotiva, tendendo ben presente che la manovra andava effettuata con la massima cautela in quanto il  treno, vista anche l’ora, era pieno di pendolari. Nonostante la bravura e l’accortezza dei due macchinisti, l’impatto è stato inevitabile con nefaste conseguenze per le povere pecore ed il comprensibile spavento dei viaggiatori e del personale di bordo che hanno immediatamente immaginato che qualcosa di grave era successo. dal momento che per circa cento metri si erano sentiti dei rumori come se pietre stessero rotolando tra i binari e le rotaie. Qualcuno ha gridato, qualcuno si è scontrato con il passeggero seduto di fronte, altri si son fatti coraggio ed hanno guardato fuori dal finestrino. Poi il silenzio. Il treno si è fermato, i passeggeri si sono calmati senza riportare ferite, mentre la scena che si è presentata davanti al capotreno sceso per verificare l’accaduto, è stata tremenda. Sui binari ed ai bordi della ferrovia, straziate ed insanguinate si trovavano una trentina di grosse pecore, alcune delle quali agonizzanti. Immediatamente venivano avvisati dell’incidente i responsabili della Protezione Aziendale di Trenitalia che, a loro volta, hanno allertavano la Polfer e quindi il servizio veterinario dell’ASL n. 9 di Locri e il Sindaco di Bovalino, ognuno per le proprie competenze. Dall’urto con il gregge, la locomotiva subiva danni tanto da non poter proseguire il viaggio e per questo motivo veniva chiamata per il soccorso la base logistica di Reggio Calabria che immediatamente provvedeva con una locomotiva da rimorchio a soccorso del convoglio che poteva così proseguire il viaggio dopo circa due ore. Sul posto intervenivano l’Ispettore capo della Polfer Paolo Landrelli e l’Ispettore Giuseppe Ferrara, il direttore del Servizio veterinario Giuseppe Giugno, il coordinatore dottor Armocida e il tecnico della prevenzione Vincenzo Coltella i quali ultimi prendevano atto della situazione, procedevano alla identificazione del proprietario del gregge attraverso la marca auricolare della pecora e si peritavano a far spostare ai bordi sia le carcasse che le pecore ferite ed agonizzanti. 37 sono state le pecore vittime dell’impatto ed una ventina leggermente ferite che venivano soccorse e trasferite sulla spiaggia adiacente dopo aver transennato la feritoia che ha permesso alle pecore di pascolare sui binari.  Sul luogo è intervenuto anche il vice sindaco Sebastiano Primerano e immediatamente dopo il sindaco Zappavigna che hanno organizzato i lavori di rimozione delle carcasse delle bestie con l’ausilio di un caterpiller consentendo così ai treni di poter transitare. Il proprietario del gregge residente a San Luca, in base all’art. 450 del C.P.P., dovrà ora  rispondere di disastro ferroviario colposo.