Patrizia Pelle ci scrive
«Quotidianamente sulle testate giornalistiche regionali vengono rilevati disastri ambientali provocati dal cattivo funzionamento dei depuratori dei Comuni (Catona, Lamezia Terme, Amantea, Crotone, Bovalino, ecc..) ubicati in entrambi i versanti marini. Nella zona di Paola la Magistratura ha adottato anche misure cautelari. Alle scuse di Loiero ai calabresi di tre anni orsono sono seguite quelle degli anni successivi. Sembra più un tormento per il Governatore il congresso del Partito Democratico che le condizioni del nostro mare. Un territorio, dove il mare dovrebbe rappresentare una risorsa per lo sviluppo e dove la Regione dà incentivi miliardari per le infrastrutture turistiche, non è tutelato e protetto nella sua principale vocazione. Nel tratto interno dei torrenti Careri e Bonamico si è verificata durante lo scorso inverno la rottura delle condotte del depuratore consortile. Il problema ad oggi non è stato risolto nonostante le pressanti e reiterate richieste dei Sindaci. Gli Enti preposti hanno sottovalutato il danno ambientale. Sappiamo bene che gli amministratori e gli operatori economici hanno lo stesso interesse dei cittadini ad avere il mare pulito, ma nessuno fa la propria parte. Con il micro finanziamento di cinquanta -sessanta mila euro di pronto intervento elargito dalla Provincia, il Comune di Bovalino può tentare di salvare in extremis qualche giorno di stagione balneare, ma è chiaro che il problema esige una progettazione risolutiva, a partire dalla sistemazione delle tubature, che non possono essere poste né sul letto della fiumara, né interrate a 60 cm . Pertanto,siamo costretti a denunciare ancora le incertezze delle istituzioni che continuano ripercuotersi soprattutto sul settore turistico che vediamo sempre più regredire. I cittadini, anziché fare il proprio dovere civico e chiedere il rispetto dei loro diritti stimolando le istituzioni, sembrano rassegnati. L’amara realtà è l’erronea mentalità diffusa, che considera l’Opera Pubblica “ res nullius”, quando invece appartiene ad ognuno di noi perché serve a tutta la collettività e perciò deve essere “rispettata” in tutte le fasi:dalla progettazione alla realizzazione, sino al controllo istituzionale della corretta esecuzione e manutenzione, nonché all’uso per cui è destinata. I cittadini hanno lasciato troppo libera la politica e la politica è troppo opportunista per imporre il rispetto delle regole».