Bovalino, 19  maggio 2008 (2700

 

Siamo andati abbondantemente oltre l’anno da quel 4 dicembre del 2006 quando con grande entusiasmo e grande risonanza anche di stampa, si “concludevano” i lavori su ambiente,  globalizzazione, fame nel mondo, diritti e doveri di ogni essere umano dal più giovane al più anziano”,  propedeutici alla “missione” per “Bovalino pulita” attraverso la raccolta differenziata. Tra la palestra della Scuola media e i lussuosi saloni dell’Hotel Afrodite, i ragazzi delle scuole di Bovalino assieme all’Amministrazione Comunale che aveva sponsorizzato il progetto  tendente “a progettare e programmare un futuro certamente migliore di un presente pieno di problemi e di punti interrogativi, mentre il consumo dilaga, l’atmosfera si surriscalda, i ghiacciai si sciolgono e le falde acquifere vengono avvelenate da rifiuti pericolosi” si sono adoperati a rendere materialmente visibile l’impegno dei tre giorni di convegnistica con  presenze di tutto rilievo tra le quali Walter Pedullà, Alex Zanotelli, Alfonso Picone, Fulvio Fraticelli, Emilio Sperone mettendo a dimora le piantine  alla presenza, tra gli altri,  del Colonnello della Benemerita  Saverio Spadaro Tracuzzi del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria. Quelle piantine, più di trenta, da un anno e mezzo vivono circondate da erbacce che infestano tutto l’ambiente circostante non facendo crescere nemmeno di un centimetro gli abeti bianchi che avrebbero dovuto ornare la via Francesco La Cava. Che senso ha avuto la manifestazione e quale motivazione ha potuto dare a quei giovanissimi che nelle tre giornate sono stati ripresi dalla televisione ed hanno illustrato l’ambizioso progetto, frutto di uno studio dell’ambiente e di un collage di fotografie e manifesti inneggianti la natura?  Quale è stata la soddisfazione degli amministratori i quali nella strutturazione della manifestazione e nei passaggi temporali delle varie fasi hanno coinvolto rappresentanti politici,  organizzazioni ambientali, esperti dello smaltimento differenziato dei rifiuti, organizzazioni sindacali e rappresentanze delle scuole? A rivedere le cose ad un anno e mezzo di distanza nell’assoluto abbandono, si resta  dispiaciuti, come il signor Francesco che attraverso una e-mail ha voluto che quella “festa dell’albero” fosse ricordata per cercare di salvare le piantine e servisse da monito per l’Amministrazione Comunale che spesso riesce meglio ad “apparire” che non a “fare”. Per il Signor Francesco  quelle piantine rappresentavano e rappresentano “un sano equilibrio tra comunità umane e ambiente naturale ed agricoltura, al fine anche, come è detto nella legge,  di sviluppare nella scolaresca una più approfondita conoscenza dei settori agricolo, ambientale, forestale ed alimentare attraverso progetti formativi con obiettivi specifici e iniziative di informazione dei prodotti dei boschi e dei frutti degli alberi”.