LA POPOLAZIONE ACCUSA LA DIREZIONE REGIONALE E CENTRALE DELLE POSTE.
I DISSERVIZI SONO STRUTTURALI
Bovalino, 15 ottobre 2008
In democrazia denunciare le situazioni e le circostanze che ostacolano la civile convivenza è un dovere di ogni cittadino ed i mezzi di comunicazione che solo nelle democrazie, raccolgono le istanze delle popolazioni e spesso si fanno carico in proprio delle denunzie, sono l’espressione massima della civiltà di un Paese. Ieri, nel raccogliere le giuste lagnanze degli utenti di Poste Italiane, abbiamo, senza enfasi, descritto la situazione in cui viene a trovarsi la gente entrando nell’Ufficio Postale di Bovalino. Lo rifacciamo ancora oggi, questa volta per chiarire definitivamente che la problematica è gravissima, le istituzioni locali fanno pochissimo per sensibilizzare Prefettura, Questura, Dirigenza nazionale e regionale delle Poste, rappresentando “l’inferno” che quotidianamente ciascun dipendente vive all’interno della struttura. Non è nemmeno il caso di insistere sulla fatiscenza della struttura e sulla necessità da parte degli Organi competenti di verificarne l’agibilità sotto l’aspetto della legge &2&/94 e successive modificazioni. Ci limitiamo soltanto a mettere a nudo la situazione di grande precarietà sotto l’aspetto umano che coinvolge tutti gli impiegati per la mole di lavoro sicuramente ai limiti dei carichi che ognuno deve rispettare. Se è vero che questo Ufficio ha quintuplicato le aree di intervento (vent’anni fa le operazioni di un Ufficio postale erano non più di dieci); se è vero che Poste Italiane per una questione diu economicità ha definitivamente chiuso le succursali di Bovalino Superiore e di Bosco Sant’Ippolito; se è verissimo che gli Uffici periferici di Platì, Benestare, Natile Nuovo lavorano a singhiozzo e il carico di lavoro viene spostato a Bovalino assieme all’utenza che è costretta a prendere un mezzo pubblico per il disbrigo di operazioni postali; se è vero che l’Ufficio Postale di Bovalino è di primo livello per importanza e per la grande mole di lavoro che riesce a smaltire ed a consegnare all’Azienda Poste, ponendosi ai primi posti per l’efficacia delle operazioni; se, infine, è vero che gli sportelli non possono funzionare tutti (sono sei ma in effetti funzionanti sono spesso soltanto tre o al massimo quattro) con grande peso per gli operatori postali i quali rischiano l’esaurimento per via delle giuste lamentale da parte degli utenti che sono costretti a code lunghissime, allora è improcrastinabile che la Direzione Generale di Poste Italiane faccia qualcosa. Non è questione di campanile ma una cittadina come Bovalino di diecimila abitanti che annovera numerosissime strutture che con la posta hanno riferimenti quotidiani per operazioni anche di tipo bancario (persino mutui) non può tenere l’Ufficio postale aperto dalle ore 8 alle ore 13.30. Qui necessita che l’apertura venga procrastinata anche nel pomeriggio per garantire il sacrosanto diritto di ogni cittadino di avere servizi certi e seri ed evitare che primo o poi, come è successo più volte, debba intervenire la forza pubblica per sedere risse determinate dalle lunghe ed esasperate attese e da servizi che per tempo non possono essere soddisfatti. L’Amministrazione comunale deve farsi carico del problema e non sbrigarsela con la solita lettera giustificativa nei riguardi dei cittadini. Tutti i consiglieri comunali debbono farsi carico del problema ed essere una sola voce nel rivendicare i diritti dei cittadini. Un consiglio comunale aperto e la risoluzione del problema sarà sicuramente un primo passo verso la normalizzazione. Bovalino deve essere ascoltata attraverso la voce forte e determinata dei propri rappresentanti comunali, provinciali, regionali e nazionali. Se tutte queste persone hanno davvero a cuore le sorti di questa comuni.
Domenico Agostini