Le poste di Bovalino? Una cloaca. I cittadini incominciano a scrivere
Bovalino 18 marzo 2008
Le lamentazioni dei cittadini di Bovalino circa i disservizi
delle poste sono sacrosante. Le poste non funzionano perché è la politica che ha
abdicato ai propri doveri per il rilancio della Locride. La gente, è stufa ed
incomincia a scrivere, a parlare dei problemi legati a questo settore E’ da
anni, del resto, che noi del Quotidiano denunciamo la precarietà del servizio e
non per colpa degli impiegati ma perché vi è un accavallamento di richieste a
fronte di personale assolutamente insufficiente per una popolazione di oltre
diecimila abitanti effettivi. Centinaia e centinaia di persone, giovani, anziani
e meno anziani, ammalati o afflitti da patologie serie, extracomunitari, entrano
ed escono dall’Ufficio Postale di Bovalino e si arrabbiano quando l’attesa è
lunga. Da qui le denunce. La lettrice che ci ha scritto (ha interessato anche
altri giornali regionali) ha sottolineato le disfunzioni dell’Ufficio Postale di
Bovalino, e quasi certamente non ha tenuto conto, e lo ripetiamo affinché entri
nella testa di chi amministra le Poste, che l’utenza di Bovalino è vastissima ad
iniziare da centinaia di extracomunitari, Comune, Comunità Montana, Ufficio per
l’Impiego, l’Ufficio Agricolo della Provincia, Carabinieri, Commissariato di P.S.,
Capitaneria di Porto – Delegazione di spiaggia, Scuole elementari, scuola Media,
Liceo Scientifico, Istituto professionale per il Commercio, biblioteca comunale,
Sistema Bibliotecario, Unla-Biblioteca e Formazione professionale, Ufficio
regionale della Forestazione, Consorzio di Bonifica, il Centro Cooley per le
malattie del cuore, Distretto sanitario … e poi una cinquantina di studi
professionali: avvocato, medico, dentista, commercialista, ecc. Ed allora si
capisce che quattro sportelli non possono assolutamente bastare. La Direzione
Nazione delle Poste non può restare inerme e sorda. Quando si tratta di
“servizi” che si pagano a suon di euro, è lo Stato che deve farsi garante.
L’ufficio postale di Bovalino deve restare aperto anche al pomeriggio.
Amministrazione Comunale, Commissariato di Polizia, Carabinieri, Prefettura,
dovranno farsi carico delle lamentele della stragrande maggioranza dei cittadini
i quali chiedono unicamente i loro diritti. Quando fu il giorno della Calabria,
dopo tutte le cose belle che il Signore aveva creato, racconta Leonida Repaci,
si addormentò: “Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla
Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, il
feudalesimo, le fiumare, le alluvioni, la peronospera, la siccità, la mosca
olearia, l’analfabetismo, il punto d’onore, la gelosia, l’Onorata Società, la
vendetta, l’omertà, la falsa testimonianza, la miseria, l’emigrazione. Dopo le
calamità, le necessità: la casa, la scuola, la strada, l’acqua, la luce,
l’ospedale, il cimitero. Ad esse aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno
della libertà, il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo, il bisogno del
meglio. E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro,
toccò a lui prender sonno, mentre si svegliava il Signore.
Quando aperti gli occhi, poté abbracciare in tutta la sua vastità la rovina
recata alla creature prediletta, Dio scaraventò con un gesto di colera il
Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi lentamente rasserenandosi disse:
«Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro
parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l’ho voluta.
La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto. "Utta a fa juornu c’a
notti è fatta">>.
Avranno il tempo i nostri governanti di farci vedere quest’alba radiosa?