ARTISTICO PRESEPE A BOSCO OPERA DI GIUSEPPE SCORDINO

Bovalino 5 gennaio 2009

Per il secondo anno consecutivo la Chiesa dedicata a San Martino della frazione Bosco Sant’Ippolito, presenta ai fedeli ed a tutta la popolazione un presepio bellissimo, diverso ed originale. Anche quest’anno, quindi, Padre Adriano, il buon frate francescano, rispettando la tradizione ha voluto riproporre il prologo del Vangelo di san Giovanni nonché la narrazione dei due evangelisti: Matteo e Luca. “E’ un momento di gioia vera, ci dice Padre Adriano. Quello di quest’anno è semplice e diverso da quello del 2008. Ma è sempre l’evento che ha cambiato il mondo, il fatto centrale, in primo piano. La nascita di Gesù è parte della nostra vita, delle nostre case.

Autore del presepio che si sviluppa su quindici metri quadrati è un giovane di Bosco, Giuseppe Scordino: “Ho pensato che il presepio deve essere nei cuori di tutti, non importa molto la rappresentazione del  luogo storico dove si è svolto l’evento straordinario della nascita del Bambino Gesù. Ho immaginato la nostra popolosa frazione e ho costruito nella vallata le case, le vie, e tutto quanto la circonda: montagne, pianure, fiumare, la strada provinciale, la ferrovia, il mare. Non è stato un sogno, ma soltanto la rappresentazione di una realtà geografica ed umana”. Si tratta, infatti, di un lavoro certosino e impegnativo. C’è l’Aspromonte con Pietra Kappa e Pietra Longa che dominano tutta la vallata. Al centro, segnato dal “Careri” e dal “Bonamico” il borgo di Bosco, dove domina il bellissimo campanile che un altro francescano, Padre Donato, nei cuori di tutto il popolo sant’ippolitese, ha voluto più alto di qualunque edificio circostante affinché da ogni parte del paese la visione della Chiesa, accompagnasse tutti gli uomini di buona volontà.
In primo piano,  una barca sul bel mare glauco di Bovalino. Giuseppe Scordino ha immaginato in questo barcone il Bambino, la mangiatoia, san Giuseppe e la Madonna, i re magi. “Cristo arriva a noi, spiega padre Adriano, dal mare così come  San Paolo, raffigurato nel presepe. Siamo nell’anno Paolino ed è facile capire che si è fermato per portarci la Parola, Gesù fatto carne, la Buona Novella. Questo simbolo principale del Natale cristiano che letteralmente significa “mangiatoia” e nel significato corrente indica la scena in cui avviene la nascita di Gesù sin dalle sacre rappresentazioni medievali, vorrei che entrasse nel cuore di tutti per un messaggio di pace e di amore. Abbiamo tutti tanto bisogno di pace e di amore e mi auguro che dove la guerra infuria, la Parola e la Buona Novella giungano in fretta e siano portatori di fratellanza”.

Domenico Agostini