BOSCO SANT'IPPOLITO
GRANDE SUCCESSO PER LA SACRA RAPPRESENTAZIONE

Bovalino, 7 aprile  2007  


E’ stato un successo, un grande successo la Sacra rappresentazione presentata da un gruppo di “anta” integrati da giovanissimi (figli degli “attori”) che si è svolta nella popolosa frazione di Bosco Sant’Ippolito di Bovalino nel salone “ F. Cataldo”.

La scarsa capacità di ricezione del pubblico e lo spazio scenico alquanto ridotto sono stati elementi di disturbo al piacere di gustare fino in fondo un’ora e mezza di spettacolo. Gli attori hanno con garbo recitato ruoli molto impegnativi quali quelli di Gesù (Cecè Biviera), la Madonna (Triestina Todarello), Pilato (Peppe Rocca), Caifa (Santo Cristarella), Nicodemo (Gianni Chiné) e via via tutti gli altri i quali hanno fatto teatro vero, teatro come azione e responsabilità collettiva e quindi integrazione dell’individuo al corpo sociale in cui agisce. Insomma ognuno ha esposto in modo aperto, tutto di sé stesso, alla critica collettiva. E sono stati bravi perché la gestualità, avanguardia della parola,  è stata fondamentale e trainante. E poi le luci, organizzate magistralmente da Ferdinando Rocca, e la musica gestita dal bravissimo Gianni Bova il quale porta ancora dentro la mente ed il cuore quel fantastico regista teatrale che fu Enrico Vincenti coadiuvato, stiamo parlando degli inizi del 1970, da Giancarlo Tommassetti, oggi indiscusso maestro della regia televisiva sportiva (RAI) in campo internazionale, allora esperti di cinema, teatro e televisione ed a Bovalino per la consulenza al Centro Servizi Culturali del CIF per l’impostazione di attività culturali.
La serata è stata dedicata a Padre Donato, il monaco francescano che ha vissuto a Bosco per ventisette anni, riuscendo a costruire dal nulla una Chiesa, completa di salone per gli incontri culturali e di svago. meta di pellegrinaggio, dopo che nello spiazzo antistante la Chiesa vi è stata deposta una statua della Madonna di Lourdes. Nel ricordo di questo grande religioso, che volle che fossero le campane vere a suonare,  quegli stessi ragazzi di trentatre anni fa, sono saliti sul palco ed hanno rappresentato gli ultimi giorni di Gesù: il discorso nell’orto degli ulivi, la cena con i discepoli, gli intrighi del sommo sacerdote Caifa, di suo suocero e dei sacerdoti del sinedrio di Gerusalemme, il vero artefice della morte di Gesù e per il quale Dante Alighieri lo relega all’inferno inchiodato a terra, e calpestato dagli ipocriti: “Disteso in croce/tanto vilmente ne l’etterno esilio”, il tradimento di Giuda, Pilato nel tentativo, non riuscito, di convincere i giudei, Maria, la madre di Gesù, affranta dal dolore, la via crucis, fino al sacrificio finale, al “è compiuto!” e cioè ho pagato, ho posto fine ai peccati dell’uomo.

Una lezione, un grande messaggio dall’ex gruppo teatrale di Bosco: "Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato", così come ha salvato facendogli varcare la soglia del cielo, il  ladrone il quale gli aveva rivolto una piccolissima preghiera: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”.Bravissimi tutti e complimenti agli altri attori:  Pino Giugno, Anna, il suocero di Caifa;  Giuseppe Cocuzza, Giuseppe; Enzo Albanese, Pietro; Rosario Cocuzza, Giovanni; Antonella Zappavigna, Prochila la moglie di Pilato; Peppe Giardinazzo, Giuda;  Assunta Cocuzza, l’ancella; Tina Giugno, Maddalena; e poi i figuranti: giovani, soldati, servi.

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Domenico Agostini