BRILLANTE OPERAZIONE DEL COMMISSARIATO DI PS
DI BOVALINO
Sequestrati cocaina, armi, polvere da sparo e circa 5.000
euro
Bovalino, 20 novembre 2007
Tre pistole (una semiautomatica, due a tamburo cal. 22 ed una a rotazione cal.
32), tre fucili calibro 12, 20, 22, armi in perfette condizioni con la matricola
integra, 600 grammi di polvere da sparo, varie cartucce calibro 12, un centinaio
di pallottole di vario calibro, 7 telefonini, circa cinquemila euro organizzati
per taglio da 5, 10, 20, 50 e 100 e 1.200 grammi di cocaina purissima
conservata in un pacchetto ben avvolto nel cellophane e con l’adesivo
antiumidità ed antiacqua. Questo il risultato degli uomini del Commissariato di
P.S. di Bovalino Luciano Maria Rindone, al quale sono pervenuti dopo mesi di
laboriosa attività di indagine condotta con la nota precisione, passione e
professionalità dagli uomini del Commissariato di Bovalino. Le indagini, ha
detto il dottor Rindone “sono state condotte in maniera tradizionale attraverso
numerosi servizi di osservazione dell’abitazione e dei movimenti del soggetto
che è stato arrestato alle ore 12 di lunedì”. E’ stata grande la meraviglia di
Francesco Nastasi di cinquant’anni abitante in via Sarullina, quando si è
improvvisamente sentito perentoriamente intimare dal Commissario Capo della
Polizia di Stato Luciano Rindone: “Polizia! Non muoverti! Resta dove sei”. Il
Nastasi non ha
profferito parola, è rimasto immobile e non ha opposto
resistenza o tentato la fuga; non è riuscito nemmeno a guardare i poliziotti che
avevano accerchiato la zona e che sapevano che in casa in quel momento c’era
l’uomo assieme alla mamma novantatreenne. Gli agenti di P.S. di Bovalino dopo
un’attenta perquisizione rinvenivano, abilmente occultato in un vaso di fiori,
un involucro con sostanza di polvere bianca, risultata positiva al narco test
come cocaina con elevatissimo grado di purezza e per un ingente valore sul
mercato. La notizia ha sconvolto la popolazione bovalinese che è incredula,
conoscendo bene l’uomo finito in manette, incensurato, e secondo moltissimi,
incapace di delinquere attraverso la detenzione illegale di armi e lo spaccio di
droga. Anche su questa particolare aspetto della vicenda, Rindone ed i suoi
uomini con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, lavorano
con perseveranza per meglio definire il contesto in cui l’arresto è maturato.
Uno degli interrogativi è che quattro chili di cocaina (dopo essere stata
“tagliata”) avrebbero dovuto trovare collocazione tra i giovani di Bovalino e
della Locride. La preoccupazione e la paura che la trappola della droga possa
coinvolgere i propri figli, rende tesa la situazione in una cittadina che in
passato ha dovuto registrare fatti luttuosi legati al problema della droga. E
che la droga sia drammaticamente presente in paese e detenuta da una persona
incensurata è molto inquietante. Ma è inquietante anche il fatto che se c’è
l’offerta evidentemente c’è una grande domanda di questo veleno che annulla il
cervello e crea distorsioni paurose in seno alla società civile.
La brillante azione di polizia che si è svolta in pieno giorno (generalmente le irruzioni nelle abitazioni sospette avvengono di notte o all’alba) è stata salutata positivamente dalla cittadinanza che è ben consapevole delle difficoltà in cui operano dovendo vigilare e controllare un territorio vasto e particolare, gravido di problemi sociali ed economici, con un organico di pochi uomini, anche se ottimi professionisti e perspicaci investigatori.
(In alto: il Commissario Luciano Maria Rindone alla conferenza stampa; al centro: pistole mitraglietta e cellulari sequestrati, in basso il dottor Rindone mostra il pacchetto contenente 1,2 kg. di cocaina pura).