Gli abitanti delle contrade e delle frazioni lamentano l'abbandono in cui versano le strade di collegamento con il Centro

Bovalino 13 febbraio 2008

Sale la protesta degli automobilisti per lo stato in cui si trova la viabilità interna. Le strade extraurbane sono infatti diventate un colaborodo, anche a  causa delle ultime piogge; si tratta, comunque, di importanti collegamenti tra le frazioni e le contrade con il centro urbano. E che la voce si faccia sentire più alta del solito è un dato di fatto, specialmente da quando il giro ciclistico della provincia ha mobilitato Anas e amministrazioni comunali per una affrettata “rattoppatina” delle strade principali dove doveva transitare la comitiva sportiva.  Da qui le lamentele degli automobilisti alle quali si sono aggiunte quelle dei cittadini che sono costretti a fare giornalmente la strada che li porta alle proprie abitazioni. Basta spostarsi in località “Biviera” o “Felicia”, “Rosa” o “Pozzo”, per avere la fotografia esatta del disagio in cui la gente quotidianamente vive. “Le promesse non mancano, sono tutti vicini alla gente, tutti che parlano di “bene comune” e di servizi efficienti, ma alla prova pratica le cose non vanno proprio come dovrebbero. Guardate le nostre strade e diteci se è possibile continuare a viaggiare in questa situazione. Rischiamo tutti i giorni di tagliare una ruota o provocare lo spostamento dell’assetto di guida”. Chi parla è evidentemente un conoscitore della macchina. Ma anche l’uomo cosiddetto “della strada” non può non fare considerazioni anche pesanti sullo stato della viabilità interna: “Siamo sempre noi a rimetterci le penne. Vorremmo sapere quanto spende il Comune per i guasti causati dalle buche, perché, ritengo che siano molti gli automobilisti che sono costretti a fare causa all’Ente Comune per i danni subiti alle proprie autovetture. Perché, allora, mi chiedo, non spendere qualche migliaio di euro per la riparazione e l’assistenza continua delle strade anziché regalare agli avvocati migliaia e migliaia di euro per cause civili davanti al giudice di pace?”.
Interrogativi sacrosanti che necessitano di risposte precise: “non ci bastano più le parole e le promesse. Vogliamo fatti che debbono tradursi in  servizi efficienti; altro che “presentazione di progetti avveniristici”. Il sindaco e gli amministratori hanno una bella gatta da pelare. Le strade interne è giusto che diventino una priorità e non più un palliativo.