GUARITA E FELICE DI TROVARSI NEL PROPRIO AMBIENTE E' STATA RIMESSA IN LIBERTA' LA TARTARUGHINA A CUI E' STATO DATO IL NOME «NEMO»

 

Bovalino, 23 maggio  2007  

Erano le  10,30 quando la tartarughina della  famiglia caretta caretta, curata amorevolmente dagli esperti del Centro Recupero di Brancaleone del quale è direttore il dott. Domenico Morabito, è stata liberata dalla spiaggia di Bovalino Marina, dove era stata avvistata in evidente stato di difficoltà da un dilettante della pesca Giovanni Primerano il quale si era affrettato ad avvertire la Capitaneria di Porto di Bovalino.   Il Centro di Brancaleone fa parte di una rete molto importante alla quale fanno parte Associazioni ambientaliste, Fondazioni, Università, vi partecipano tre regioni Toscana e Lazio oltre, s’intende, la Calabria, tre province: Agrigento, Cagliari e Reggio Calabria, 2 Comuni: la bella Manfredonia in provincia di Foggia e la nostra grecanica Condofuri oltre che quattro Parchi Nazionali ed importanti soggetti istituzionali.

Alla cerimonia, molto partecipata, erano presenti oltre che il Comandante della Delegazione di Spiaggia Luciano Piattelli e marinai della Capitaneria di Porto di Roccella e Bovalino, Domenico Morabito, rappresentanze della Scuola media, televisioni locali e nazionali, autorità civili e militari, associazioni ambientaliste, tutti finiti negli “occhi” delle telecamere e delle macchine fotografiche digitali di esperti e dilettanti che hanno voluto filmare l’avvenimento..

 “Nemo”, questo il nome con il quale è stata battezzata la tartaruga,  è stata salvata il 27 aprile scorso e dopo le opportune cure mediche,  è ritornata più pimpante che mai nel proprio ambiente. Il nome scelto per la tartaruga fa pensare  al capitano Nemo, protagonista del romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari, ma anche ad Ulisse. “Nemo”, in latino,  significa “nessuno” un’allusione alla risposta data dal Laerziade al ciclope Polifemo nell’Odissea.  Ben in evidenza la targhetta metallica (#681 monel, National Band and Tag Co., KY, USA) su entrambe le pinne anteriori. Le targhette recano nella parte superiore un numero di 4 cifre seguito dalla lettera “A” e nella parte inferiore l’indirizzo a cui inviare la segnalazione del ritrovamento (WWF Italy via Po 25c 00198 Roma Italy) che provvede immediatamente a darne comunicazione al Centro di Brancaleone.

Per i ragazzi della Scuola media è stata una vera festa e Luciano Piattelli, Comandante della Delegazione di Spiaggia di Bovalino, prima di rimettere in mare  la Caretta caretta,  ha ricordato che “dobbiamo fare di tutto per rispettare questa specie che potrebbe estinguersi in tempi brevi essendo altamente a rischio. Il messaggio, ha detto Piattelli,  è indirizzato principalmente ai pescatori sia professionisti che dilettanti ai quali non mi stancherò mai di dire che, nel caso dovessero avvistare un esemplare di questa specie, principalmente se è in difficoltà, dovranno chiamare immediatamente la Capitaneria di porto e non abbandonarla al proprio destino. Se è possibile, ha sostenuto il dott. Morabito, tirarla in barca e metterla in una bacinella di acqua fino alla consegna gli esperti”.

Appena in acqua la tartarughina, dopo un logico momento di smarrimento, ha iniziato a muovere le pinne ed a prendere il largo Auguri, Nemo,  buon viaggio e  vita lunga.
(In alto: il Comandante della Delegazione di Spiaggia di Bovalino Luciano Pittelli ed il Dirigente del Centro Recupero di Brancaleone; al centro: bambini curiosi di tenere in mano la tartarughina; in basso il dott. Domenico Morabito) 
 

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