OTTO GIORNI FA MORIVA TOTO' DELFINO. I FAMILIARI RINGRAZIANO PER LA GRANDE PARTECIPAZIONE DI POPOLO
Bovalino
29 settembre 2008
Otto giorni fa, alle 7 e 32 è morto una delle voci libere del giornalismo italiano: Antonio Delfino, da tutti conosciuto familiarmente come Totò Delfino. Ne parliamo per far sentire alla sua famiglia che il professore, il preside, è stato per tutti quelli che lo hanno conosciuto, nei vari container dei suoi vasti interessi, permeati di professionalità e grande umanità, un maestro, un padre, un amico. Per questo e per i meriti acquisiti, tutti sul campo, Bovalino si è stretta attorno alla famiglia per esprimere il sincero e sentito cordoglio per la grande perdita, e il grande affetto, ricambiato, che caratterizzava l'uomo, quando, percorrendo le strade di Bovalino, affettuosamente si attardava con amici o semplici conoscenti. Era, come accade per i giornalisti veri, quelli che ancora, forse, usano la "Lettera 24", il confessore e l'interprete sincero delle ansie, delle tribolazioni, dei fatti che segnano la vita di ogni essere umano. Ed era chiamato, per questo, «libertino della penna». Una penna libera da ingerenze o paure. E Totò scriveva. Sapeva scrivere. Era un giornalista-scrittore. Per il credente, nella bara c'era il Totò carne. Quello vivo, dal sorriso malizioso, bonario, mai sarcastico. Quel "Totò Delfino" era già vicino al Signore e dal suo Regno vedeva i suoi amici di Bovalino, Platì San Luca, Locri, Siderno, Benestare, della Piana di Gioia Tauro, Reggio, Catanzaro, Cosenza, in Chiesa a pregare e sul sagrato (nel Duomo di Bovalino vi era una fiumana di persone) una corte di popolo in attesa di porgere l'ultimo saluto, all'uomo buono, perbene, disponibile, cordiale ed affettuoso. Tanta gente venuta da tutta la Locride. La Locride del mare di cui era affascinato per il colore glauco, tipico di Bovalino e dell'Aspromonte che tanto amava e che ha affrescato con la sua penna, usata come se fosse il pennello di Enotrio, del quale ammirava l'immediatezza percepibile dal magico intreccio dei colori che sottolineavano le tanto care tematiche sociali e spirituali dell'uomo. La famiglia, ha espresso il desiderio di ringraziare attraverso il nostro giornale tutti quelli che hanno partecipato al loro grande cordoglio includendo naturalmente i cittadini di Platì San Luca e Bovalino dove Antonio Delfino era nato e cresciuto e fatto vivere attraverso i suoi racconti.
Domenico Agostini