CON
IL CALDO TORRIDO I CITTADINI CHIEDONO ALLE POSTE ITALIANE L'INSTALLAZIONE DI UN
CONDIZIONATORE D'ARIA
Bovalino, 14 luglio 2008
“Cittadino”
nella sua accezione è «colui che è originario, abitante e/o residente in uno
stato e del quale possiede la cittadinanza avendone i conseguenti diritti e i
doveri»; “cittadinanza” in termini giuridici, è la condizione della persona
fisica (detta cittadino) alla quale l'ordinamento giuridico di uno stato
riconosce la pienezza dei diritti civili e politici». Sia il primo termine che
il secondo, strettamente connesso al primo, nella storia che portiamo a
conoscenza, sono non solo violati ma calpestati
da chi ha il dovere imprescindibile di rispettarne i valori. Stiamo parlando del
gruppo Poste Italiane, Ufficio di Bovalino, ma potremmo allargare il discorso a
centinaia di altre strutture della stessa Azienda nella nostra regione, che
della persona “cittadino” e della sua “cittadinanza” non sembra abbiano
considerazione. Se si osserva la struttura di Bovalino, pur insistendo in
un’area alberata e con fiori, somiglia più ad un carcere che ad un moderno
immobile dove la gente deposita danaro, fa prelievi, spedisce pacchi e posta,
effettua versamenti. Insomma, come è scritto nella presentazione di Poste
Italiane, il gruppo, oltre a garantire il servizio universale postale, è in
grado di offrire prodotti e servizi integrati di comunicazione, logistici e
finanziari su tutto il territorio nazionale, oltre che raccogliere e recapito
lettere, stampe e pacchi, telegrammi, corriere espresso e servizi online. Poste
Italiane “E un
innovativo
e competitivo operatore di servizi finanziari e di pagamento: conto corrente
postale, libretto di risparmio postale, buoni fruttiferi postali, vaglia
nazionale e internazionale, servizio di cambiavalute “
Ebbene, questi
servizi che fruttano fior di milioni di euro fanno pensare ad una moderna banca
o una moderna agenzia con colori riposanti, illuminata, con aria condizionata,
poltroncine d’attesa, e spazi sufficienti per ospitare 50-70 persone
contemporaneamente, come è per tanti sedi sparse in Italia. A Bovalino, invece,
il povero “cittadino”, mentre all’esterno si registrano 38 gradi, vive la
condizione di recluso in un budello lungo tredici metri e largo tre, escludendo
il metro e passa riservato alla “gentilezza a non guardare il contenuto
dell’operazione dell’utente (leggasi “cittadino”)” e proteggere la sua privacy,
vivendo gomito a gomito con altri utenti, sudati e boccheggianti per il caldo
(34 gradi all’interno), per una fila, spesso è lunga e pesante. In questo
budello, l’Agenzia non ha provveduto a fare installare né un ventilatore né un
condizionatore d’aria di almeno 24.000 baud. Qualcuno potrà obbiettare che per
l’Azienda
i costi sono esosi, ma se quel qualcuno volesse avere l’esatta dimensione del
problema che il cronista sta testimoniando, non dovrà fare altro che visitare
l’Ufficio postale di Bovalino dove i responsabili regionali e nazionale del
Gruppo Poste Italiane, hanno fatto sistemare sui tre lati dell’edificio postale
ben sei condizionatori d’aria nuovi di zecca quale refrigerio per gli impiegati
che “assistono” i numerosi “cittadini-utenti” di questa cittadina e delle
popolose frazioni di Bosco sant’Ippolito, Pozzo e Bovalino Superiore che con i
loro risparmi e le loro richieste di “operazioni di servizio”, mantengono la
“consolazione del condizionatore d’aria” dell’apparato operativo il quale,
giustamente, protesterebbe, fino allo sciopero, se fosse costretto a lavorare
in un ambiente con una temperatura di 35 gradi e passa, se si assommano le
calorie emesse dalle macchine elettroniche presenti in ogni sportello e negli
uffici.
Le lamentele non si contano più, i reclami si fanno sempre più insistenti, gli
appelli all’Amministrazione Comunale, agli Uffici periferici provinciali e
regionali, alla sede centrale ed alla stessa Regione Calabria ed Amministrazione
Provinciale sono all’ordine del giorno ma a quanto ci è dato sapere, nessuno,
compresi i sindacati di categoria, sembra tengano conto della pesante realtà.
Una cose è certa: la situazione è diventata insostenibile e l’utente è
sfiancato, non più disposto a continuare in uno stato di perenne precarietà. Con
il caldo infernale, una umidità che mette a rischio la vita di chi è già
sofferente e con l’aumento della popolazione per via dell’arrivo dei turisti,
seguitare nell’assurdo ed incomprensibile atteggiamento di far finta di non
vedere, di non sentire e di non parlare, potrebbe provocare risentimenti con
imprevedibili risvolti. Se è vero che il Gruppo Poste Italiane consta di “14.000
uffici postali, oltre 200 centri di smistamento per pacchi e corrispondenza,
oltre 46.000 addetti al recapito, 2.700 ATM, 38.000 POS, 17 collegamenti aerei
quotidiani, oltre 40.000 veicoli”. Se è vero anche che Poste Italiane significa
“presenza indispensabile per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per le
grandi aziende, per le Amministrazioni Pubbliche. Ogni cliente rappresenta una
richiesta specifica e un confronto necessario a livello nazionale e
internazionale per migliorare i servizi e i prodotti offerti”, tutta Bovalino e
gli uffici come Bovalino, si attendono un risolutore intervento.