Saluto al vescovo Padre Giancarlo Maria BREGANTINI

Il saggista GIANNI CARTERI a nome del Consiglio Pastorale e della Comunità Parrocchiale di Bovalino Marina

 

      Mane nobiscum, quoniam advespèrascit , et inclinata est  jam dies

            ( Rimani con noi , perchè si fa sera, e il giorno declina )

Eccellenza Reverendissima,

in questi ultimi giorni ho spesso ripensato a questa frase del Vangelo di Luca che apre anche la splendida  lettera apostolica di Karol Woitila per l’Anno dell’Eucarestia: “Mane nobiscum”.

Per quasi quattordici anni sei stato il Nostro Pastore e ogni volta la Luce della Tua Parola scioglieva d’incanto la durezza del nostro cuore e ci apriva gli occhi alla speranza.

Ma è proprio  l’immagine di Emmaus che ci farà da sostegno  “sulla strada dei nostri interrogativi e delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni”.

Continuerai come il Divino Viandante ad essere  nostro  compagno di viaggio.

Non è facile staccarsi fisicamente da Te, carissimo Padre Giancarlo. In tutti questi anni, all’inizio di questo terzo millennio, siamo cresciuti, siamo diventati cristiani più consapevoli, entrando ancora di più nel mistero del Padre e del suo Amore:

 

“Immagine del Dio invisibile, Cristo è l’uomo perfetto che ha restituito ai figli di Adamo la somiglianza con Dio deformata dal peccato”.

 

Lo hai ripetuto spesso in questi anni, soprattutto a noi laici, fin dalla Tua  prima omelia in quell’ormai lontano pomeriggio del 7 maggio 1994 , quando sei entrato in questa nostra Diocesi :

 

“A voi laici  ricordo che siete i piedi della Chiesa, che giungano là dove nessun altro può arrivare. (…) Siate sempre fieri della vostra fede, di quel crisma sparso sulla vostra fronte. Il mondo aspetta un supplemento d’anima, di speranza. Solo voi laici lo potete portare. Plasmate l’ambiente in cui vivete, rinnovandolo dall’interno con i valori del Vangelo”.

 

E aggiungesti con forza, mentre noi tutti eravamo già stati ammaliati dalla dolcezza del  Tuo sorriso: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, spesso basata sul successo individualistico e sulla prepotenza che schiaccia”.

 

Ogni giorno in questi anni ci hai insegnato a rinnovare “quanto di bello c’è nell’anima di noi calabresi ”;  ci hai  insegnato a camminare insieme, anche in campo economico, sorretti da una fede vissuta dentro una reale esperienza comunitaria.

Verso questa comunità, che usciva dalla terribile stagione dei sequestri di persona pagandone un prezzo altissimo e le cui conseguenze  sono ancora visibili nel tessuto democratico di un paese che cerca di ritrovare la strada maestra della libertà, hai avuto un’attenzione particolare sorreggendo l’azione della comunità francescana che da quasi trenta anni opera e i cui frutti sono stati ben visibili nelle tre ordinazioni sacerdotali di questi ultimi anni.

Una tradizione che ha già dato due grandi frutti a questa comunità: il Beato Francesco Matacarà, pure lui francescano umilissimo nel Convento dello Zopardo e il gesuita Camillo COSTANZO, martire in Giappone, sulla cui opera e sulla cui figura pomeriggio di domenica prossima abbiamo organizzato un interessante convegno oltre all’inaugurazione della casa natale a Bovalino Superiore, su iniziativa dell’Arciconfraternita “ Maria SS. Immacolata”, da Te fortemente voluta e sostenuta.

Lo stesso cammino catecumenale, da Te sostenuto sin dall’inizio con la tua presenza nei suoi vari passaggi, sta producendo copiosi frutti nella nostra Bovalino, capofila di tale iniziativa in Diocesi, e non solo.

La stessa esperienza del Sinodo diocesano , il cui spirito certamente non si interrompe, ci ha visti  molto coinvolti non solo in Parrocchia ma nella stessa Commissione Sinodale. Ci sta aiutando a recuperare la coscienza di cristiani pellegrini , impegnando la nostra vita a giorno a giorno dentro la storia, sorretti da quel Dio che, come non si stanca di ripetere Papa Ratzinger

 

“Non ci lascia brancolare nel buio. Egli è tanto grande da potersi permettere di diventare piccolissimo. Solo questo Dio ci salva dalla paura del mondo e dall’ansia di fronte al vuoto dell’esistenza”.

 

“Spes salvi facti sumus”, nella speranza siamo stati salvati, recita l’incipit dell’ultima enciclica  di Papa Benedetto XVI. Così in sintonia con  il messaggio cristiano lasciatoci da uno dei più rappresentativi scrittori ed intellettuali  del  Novecento, il nostro Corrado ALVARO:

 

“La speranza supera ogni cosa , vince ogni difficoltà . Ognuno di noi ha dall’infanzia un Dio con cui parla, che lo conduce  e lo guida, lo approva e lo riprova. So che la terribilità umana comincia quando questa voce non parla più. Allora egli è senza più strade e senza ragione, più terribile della natura nemica perché è capace di un male senza speranza”.

Per questo aneliamo allo spirito delle prime comunità cristiane per approdare ad una fede  che ci aiuti a stare saldi in ciò che si spera ed essere convinti di ciò che non si vede .

Ecco perchè, Eccellenza Reverendissima, faremo nostre le Tue ultime raccomandazioni pronunciate a Locri lo scorso 8 novembre in occasione della lettura della Bolla pontificia che Ti assegnava all’arcidiocesi metropolita di Campobasso :

Annunceremo con animo deciso che il bene vince sempre contro il male.

    Denunceremo con forza tutto ciò che calpesta il progresso di questa terra così carica di storia.

Aiuteremo gli altri e noi stessi a rinunciare apertamente ad ogni forma  di disonestà, chiamati come siamo a più nobile bellezza.

Sappiamo che Tu, carissimo Padre Giancarlo, ci porterai sempre nel Tuo cuore ed ogni tanto tornerai a visitare la vigna che insieme abbiamo piantato, stretti al cuore di Dio. Ti invitiamo fin d’ora al prossimo convegno  sul centenario  dello scrittore bovalinese Mario La Cava , uno scrittore  che ancora questa comunità deve imparare ad apprezzare e che ci ha lasciati una grande lezione  di alto impegno morale. Coscienza  critica  sempre lucida e maestro e guida per le giovani generazioni da Te tanto amate.

Eccellenza Reverendissima, ci sarà accanto Maria , Stella e Madre della  speranza, che brillerà su di noi, su di Te e guiderà il nostro ed il Tuo cammino.

Ti  saluto, a nome di tutta  questa  comunità, con le stesse parole con le quali mio padre, emozionato e fiero di me, mi saluto trent’anni fa mentre partivo per Brescia per iniziare la mia esperienza lavorativa in terre lontane: “Beneditta a terra a undi  ‘mpatichi” ( Benedetta la terra che andrai a calpestare ).

È il nostro augurio per il Tuo cammino che come il nostro sarà segnato dalle immagini e dalle parole del Tuo stemma scelto come Pastore di questa antichissima e nobile Diocesi di Locri -  Gerace: cinque stelle ad immagine delle cinque stimmate di Gesù e le parole di Tommaso: “Dominus meus et Deus meus”  ( Mio Signore e mio Dio ).

Splendore di verità e passaggio cruciale del nostro essere testimoni di Cristo per le strade del mondo e della storia.

Grazie, Padre Giancarlo !

Bovalino, lì 28 dicembre 2007 ( festa dei Ss. Innocenti mm. )