IL TENORE ALDO IACOPINO ILLUMINA LA FRAZIONE POZZO DI BOVALINO E LE VALLATE CIRCOSTANTI
Bovalino, 30 luglio 2008
Se Michele Affidato presentando
la sua nuova collezione in Piazza Camillo Costanzo, ha fatto brillare con i suoi
gioielli Bovalino, Aldo Iacopino ha illuminato con la sua voce e le
sue personalissime iterpretazioni “Pozzo di
Bovalino” e le vallate circostanti.
E’ stata, quella di “Pozzo”, una serata di eccezionale valenza artistica e la popolosa frazione jonica ha ringraziato l’amministrazione Provinciale ed il suo rappresentante Luigi Giugno, eletto nel collegio di Bovalino, per aver offerto una serata di tutto rispetto, con un artista di caratura internazionale. “Profumo di Napoli”, è stato il titolo della performance del tenore che ha incantato non solo gli abitanti della frazione ma quanti sono giunti dalla stessa Bovalino e dai comuni limitrofi, richiamati da manifesti che l’Assessorato al Turismo e lo sport di Bovalino aveva preventivamente fatto affiggere in tutti i comuni della Locride ed allestendo il palco per accogliere il maestro e sistemando un centinaio di sedie. Ebbene, un pubblico delle grandi occasioni, ha sottolineando con applausi di consenso e di simpatia sia l’introduzione del maestro Michele Macrì che ha preceduto il concerto di Iacopino un cocktail di canzoni “anno ‘60”, sia il brillante ed elegante presentatore Antony Corbara, sia le esibizioni magistrali del tenore reggino che riscuote ad ogni stagione il giusto riconoscimento da parte degli Enti provinciali e regionali. Aldo Iacopino con le sue interpretazioni (‘O sole mio, O’ surdato innamurato, Vivere, Funiculì funiculà, fino all’acuto della famosa aria del III atto, scena I della "Turandot" “Nussun dorma” Dilegua, o notte! tramontate, stelle!/ Tramontate, stelle! All'alba vincerò! Vincerò! Vincerò!) è riuscito, anche a Pozzo, a mostrare la vera immagine della terra calabra, molto spesso misconosciuta e additata come terra “diversa”. La Calabria ed il Sud, invece, per Aldo Iacopino, sono la magica creazione del mondo descritto in “Quando fu il giorno della Calabria”da Leonida Repaci, la terra di lavoro, sofferenze e di riscatto, di Corrado Alvaro, La realistica condizione contadina e il potere padronale che hanno segnato la storia della Loicride di Mario La Cava e la lucida narrazione di segmenti caratteriali e di resoconti giornalistici appassionati, sempre realistici, della terra d’Aspromonte di Antonio Delfino.
Aldo Iacopino, si è così inserito a pieno titolo, con la sua voce e le sue interpretazioni, nell’emisfero degli innamorati, mai nostalgici, della nostra terra. Un grande tenore che ha fatto già conoscere le sue doti in moltissime trasmissioni televisive ma soprattutto nei comuni della Calabria per riaffermare con convinzione che il riscatto socio-politico-culturale di questa meravigliosa terra passa attraverso l’impegno, il sacrificio, la nobiltà d’animo, l’umiltà, l’amore della famiglia, il lavoro.