FRANCO STRANGIO ACCOMPAGNATO DAL MAESTRO PEPPE PLATANI AFFASCINA I TURISTI

19 agosto 2008

Di Ferdinando Piccolo

 

“Aspromunti, terra di megghiu briganti, dammi riposu, ca sugnu latitanti” ( Otello Profazio). Iniziava così una delle più celebri canzoni del cantautore Otello Profazio, dal titolo Aspromonte. Sono passati ormai decenni da quando fu  scritta, ma ancora oggi, nelle piazze dei piccoli paesi Aspromontani e non, si può ascoltare. Ancora una volta la tradizione popolare di una regione, non viene schiacciata dalla modernità da una società che difficilmente comprende la storia. Martedì 18 agosto Bovalino, ha voluto ricordare queste tradizioni, e lo ha fatto in grande stile, con il cantautore folcloristico, Franco Strangio, che ritorna sul palco dopo quasi 2 anni di assenza. La serata, organizzata dalla Pro Loco, in collaborazione con l’amministrazione comunale, attenta a queste iniziative, è iniziata con l’esibizione della band “ Mr Muscolo”, dove suona uno dei bassisti più bravi della zona, Peppe Platani, bassista anche dei “Quartaumentata” e degli “invece”, 2 band locali.  Poi sempre i Mr Muscolo hanno accompagnato i cantautore nel suo concerto.  Franco Strangio, che da anni canta, ha voluto, con la sua semplicità, stupire i presenti, con l’umiltà che lo contraddistingue, e una chitarra che non lo abbandona mai. È salito sul palco, quasi emozionato. Ed ha cominciato a raccontare la storia, la sua storia, quella del suo paese, San Luca distrutto dall’alluvione del 1972. La storia della nostra Calabria, del nostro Aspromonte, Criticato  da molti, per vicende, e leggende  di cronaca che devastano la nostra cultura. Franco Strangio  non ha fatto altro, attraverso le sue canzoni,  che rispecchiare il volto pulito della Locride, quello dei lavoratori, degli artigiani. Il volto che spesso menti lontane dalla nostra cultura vogliono infangare. Ripercorrendo antichi canti di devozione alla Madonna della Montagna di Polsi, ha voluto tracciare una linea che divide ed unisce la tradizione popolare a quella cattolica, fede e tradizione che camminano insieme, in una strada piena di curve  e  pericoli.

(Nella foto Franco Strangio)