GLI "INVECE" CONTRO TUTTE LE VIOLENZE
Bovalino, 6 agosto 2008
«Lollò
Cartisano, Gianluca Congiusta, Domenico e Filippo Cristarella, Francesco
Fortugno, Rocco Gatto, Agostino Pedullà, Totò Speranza, Fedele Stranges …» morti
ammazzati di terra di Magna Grecia.
E’ ancora vivo il ricordo dei ventiquattro bambini della Scuola elementare di Cittanova che, nella loro vivida consapevolezza delle efferatezze perpetrate nella Piana di Gioia Tauro, nell’esposizione teatrale del collage «Cose così, non succedono più. Non è vero?», dopo aver fatto vedere un cartellone 70X100 con il lungo elenco dei morti ammazzati in tutta la provincia di Reggio Calabria, in coro gridavano “Basta!”. Una voce sola che sembrava un colpo di cannone; uno scossone alle coscienze dei “grandi”. Dopo, il silenzio, la musica di J.M. Jarre di sottofondo ed un bambino, forse Dario Minasi, oggi importante personaggio della produzione televisiva, che con voce sostenuta avvertiva: “Ma non può bastare, c’è troppo di troppo oggi nel mondo. Troppo oro, troppo egoismo, troppa apparenza, troppi affari, troppi poveri. C’è troppo di troppo oggi nel mondo”. Eravamo nel 1980. Le cose non sono cambiate, sono peggiorate e, il “troppo” è diventato “fuor di misura”. Nella storica Piazza Gaetano Ruffo, Gli «Invece», un gruppo d’avanguardia di Bovalino: Salvatore Scoleri, (chitarra e canto), Peppe de Luca (basso), Gigi Giordano (batteria), Peppe Platani (chitarra solista) e Gerardo De Silva (fisarmonica) hanno ricordato il mite Totò Speranza, bassista degli Invece, assassinato barbaramente nella sua Bovalino nel 1997 interpretando canzoni scritte dal gruppo inneggianti la libertà, l’amore, l’uguaglianza, il riscatto morale e sociale. L’undicesima edizione è stata un ritrovarsi assieme ad artisti calabresi di indubbia fama: “I Nagrù” della Sila cosentina, polistrumentisti d’eccezione i quali hanno alternato canzoni tradizionali a brani di loro composizione; Joe De Vito, calabrese di Cortale, allievo del jazzista Metheny, che si è esibito con un trio toscano di ottimo talento; Ago mc, giovane cantautore bovalinese che ha presentato le sue canzoni di impegno sociale, con un humor intelligente. La serata è stata presentata dal “piccante” Gianni Pellegrino, attore comico, scoperto da Leonardo Pieraccioni, noto al pubblico per aver particolato a decine di film, spettacoli teatrali e trasmissioni televisive. L’attore ha dimostrato rara grazia fabulatoria, riuscendo, attraverso un linguaggio spontaneo che si modula con la cadenza dialettale, a rendere piacevolissima la serata trasferendo al pubblico il lato scanzonato ma serio dell’ultimo suo libro “Il professore”, inno alle virtù culinarie del maiale (il professore), consapevole della tragica sorte riservatagli dal destino.
Il pubblico competente ha sottolineato con applausi le esibizioni degli artisti. che hanno rappresentato sul palco, la saggezza, la dedizione al lavoro e la scanzonato e bonario inno del sentirsi “calabrese”, ma anche la voglia di far riflettere sulle piaghe di un popolo che vive la condizione di chi è “dimenticato” ed è privo di libertà perché sconfitto dal continuamente “chiedere” per bisogno.