ANCORA ATTI DI VANDALISMO A BOVALINO
Bovalino, 12 febbraio 2007
Continuano
senza sosta gli atti di vandalismo nei riguardi di beni comunali e di quelli dei
privati. Non ci piace affatto ritornare su questo tema che offende tutta la
cittadinanza ma i fatti di questi giorni, quelli di cui siamo venuti a
conoscenza ed abbiamo avuto modo di fotografare, non lasciano dubbi: non c’è
alcun rispetto per i beni che appartengono a tutti e per quelli che appartengono
ad altri. Ancora una volta sono stati presi di mira una piccola paninoteca “ El
Ciringuito” che lavora soltanto d’estate e che si trova a ridosso della
ferrovia, a venti metri dalla Capitaneria di Porto, i lampioni dello scivolo
fatto costruire con grandi sacrifici della popolazione dal Comune all’indomani
dell’inaugurazione della caserma che ospita la Delegazione di Spiaggia, i sedili
sempre sul lungomare nonché alcune coperture di ghisa che tengono nascosti i
fili dei lampioni. Un’opera di demolizione sistematica che lascia sgomenti e non
permette agli operatori economici di pensare seriamente alla propria attività.
Non sappiamo se sia Bovalino il solo centro dove vengono perpetrati atti di
vandalismo notturno ma le denunce da parte dei titolari di esercizi commerciali
e la constatazione dei danni che sono evidenti (rubinetti di
fontane pubbliche
spezzati e lasciati sul marciapiede, panchine di legno sporcate da vernice spry,
buchi sulle pareti di strutture pubbliche causati da lanci di pietre, plafoniere
spezzate e bucate per colpi di oggetti contundenti) non tranquillizzano la
cittadinanza che vede in questi atteggiamenti l’incubo dell’intolleranza, della
violenza e della tracotanza mafiosa.
“Non sappiamo più a quale santo votarci, a Bovalino non si lavora più come una
volta, abbiamo paura anche di fare lavori di abbellimento dell’esercizio
commerciale che è costato a tutta la famiglia tanti sacrifici. E’ il
proprietario del Chiringuito, Enzo Serafino, che si sfoga, disperato, per gli
ulteriori danni subiti dal suo piccolo esercizio che è operativo soltanto
quattro mesi l’anno. Di questo passo ci costringono a mollare, ad andarcene,
emigrare e trovare fortuna in altri posti dell’Italia o addirittura all’estero.
Altro che extracomunitari. Se continua così dobbiamo fare le valigie ed
espatriare”. Uno sfogo legittimo da parte di uno dei pochi imprenditori
bovalinese che ancora “resistono” perché amano la terra dove si è nati, al quale
sono stati distrutti tavoli di legno, lampioni ed alberi di palma . “Siamo come
in trincea, ci spiega un altro anziano commerciante. La sera
ritorniamo stanchi
a casa dopo una giornata di duro lavoro che vede impegnati sia mia moglie, anche
lei anziana, sia figlio e nuora. Anche noi abbiamo dovuto subire danni al
negozio ad opera di qualche giovinastro che in branco violentano la vita di
onesti cittadini.”. Anche F.M. che fa footing sul lungomare, si lascia andare
con considerazioni su quanto accade a Bovalino: “Oramai al mattino, quando
passiamo sul lungomare i nostri occhi vanno a verificare, come una telecamera,
quello che è successo la notte precedente. Siamo noi i primi a constatare i
danni che “squadracce” fanno agli alberi, ai lampioni, alle panchine, ai
ristoranti. Sarebbe opportuno una maggiore vigilanza da parte di Carabinieri,
Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Non possiamo più sopportare queste
continue violenze”.
Sono gridi di allarme che non possono passare inosservati e che devono allertare
anche l’Amministrazione Comunale affinché si faccia carico delle giuste lagnanze
di quella parte della cittadinanza che lavora e produce, rispetta ed è
osservante della legge, continua ad essere presente e testimone cosciente nel
proprio contesto territoriale per vederlo crescere nella legalità e renderlo più
vivibile per i propri figli.
Domenico Agostini