BOVALINO BAGNARA
BAGNARA - BOVALINO
mentre continuo a sognare l'Autostrada Reggio Calabria-Taranto ed una rete ferroviaria rispettosa della dignità dell'uomo
di Domenico Agostini

24 novembre 2006

Dopo qualche settimana di un silenzio silente che di fatto, porta male, il dibattito sul traforo dello Zillastro, si sta facendo più forte ed il fronte del "si" si arricchisce degli appassionati interventi anche di imprenditori del luogo e di amministratori comunali i quali, con ogni probabilità, riescono a vedere solo il "particulare", non nel senso guicciardiniano di "discernimento, capacità di operare le scelte più opportune" bensì di difesa di interessi immediati.
Questi "maghi" dell'economia, questi ringiovaniti e ringalluzziti personaggi della politica o figli dell’organizzazione politica di ieri con un look da terzo Millennio, (sette lustri fa non sono stati capaci di far ragionare i più potenti politici casentini ai quali venivano comunque elargiti migliaia di voti) per farsi finanziare dai governi di centrosinistra il traforo dello Zillastro anziché la trasversale Rosarno-Marina di Gioiosa Jonica,   all'idea di perorare la causa che è meglio costruire l'autostrada REGGIO-BOVALINO-CATANZARO-TARANTO (divido capricciosamente e maliziosamente i lotti con l'augurio che la politica possa prediligere questa infrastruttura iniziando i lavori da Bovalino. Ci mancherebbe!), non ci pensano affatto, non vogliono pensarci. Questi professionisti del cemento e del bitume trascurano ovviamente di parlare anche della ferrovia che per la tratta ionica ancora una volta la politica (sempre la politica!) ha sancito la cancellazione di treni importanti per il collegamento sud del sud/nord trovando però tanti milioni di euro per il raddoppio da Melito di Porto Salvo a  Reggio Calabria e, con molta probabilità (senza bisogno di far intervenire i "Comitati"),  da Reggio Calabria a Rosarno. 
L'adagio del "meglio un uovo oggi che la gallina domani" sembra ancora essere tragicamente d'attualità per noi miseri sudditi locridei di una classe politica che per dimostrare la forza della democrazia, alle prossime elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali,  ci farà votare (le liste saranno rigidamente bloccate) una ventina di componenti di comitati ed associazioni "salva anime istituzionalizzati"  a suon di miliardi, per denunciare l'inefficienza dell'attuale classe politica, la violenza della 'ndrangheta,  l'organizzazione dell' "azienda criminale" con vertici, basi, perimetri ed altezza, dimenticando che la criminalità comune, quella che deve vivere giorno per giorno cresce e si moltiplica e se ne frega dei "vertici" e dei summit.
 E se fosse proprio l'uovo della Bovalino-Bagnara che ci vogliono propinare per mantenerci nell'atavico canestro della sudditanza? E se questa colossale opera da seicento milioni di euro (solo il traforo!) servisse soltanto ai grossi capitalisti delle catene della grande distribuzione? E se strategicamente servono proprio questi movimenti per giustificarsi, dopo, delle scelte  operate sulla spinta "popolare"?
Mi fa paura pensarlo perché dopo anni ed anni di servilismo e di "bisogno" programmati, diventeremmo ancora peggio delle teste di legno in mano ad un manipolo di orchestratori che guardano soltanto il proprio orticello (o sarebbe meglio dire "podere"?).
La paura più grande è che se non ci svegliamo, se non ci convinciamo di quanto sta accadendo proprio dinnanzi a noi, saremo rappresentati da venti, trenta privilegiati (tra essi molti familiari!), presi dai Comitati ai quali sono stati demandati per un verso il compito di "denuncia" e per l'altro di coinvolgimento popolare.
L'altra sera, alla manifestazione di solidarietà per le vittime della violenza, organizzata dal Comune di Bovalino con il CIDS, il signor Congiusta, padre di Gianluca, assassinato dalla barbarie umana, ha evidenziato che in Chiesa, dei rappresentanti dei quarantadue comuni della Locride, ce n'erano soltanto sette, ma se si fosse fatto il conto ed avesse sottratto i rappresentanti delle Associazioni partecipanti alla fiaccolata: Centro don Puglisi di Bosco Sant'Ippolito, Piccolo Coro, parrocchiani, Missionari, Vigili Urbani dei sei comuni partecipanti, amici dei familiari di Congiusta, Carbone, Vettrice, Esposito, Pro Loco, Associazione Commercianti, Unla, Unitalsi, Croce Rossa, lo staff delle televisioni, compresa la RAI, avrebbe dovuto avere parole di compatimento soprattutto per le tantissime persone assenti.
In Chiesa c'erano duecento persone ma non un esponente politico Nazionale, né regionale, né provinciale, non un giovane dei movimenti nati a seguito dell'assassinio del Vice Presidente del Consiglio Regionale on.le  Francesco Fortugno. C'erano il gruppo dei Boys di Bovalino -ragazzi e ragazze che al campo sportivo fanno il tifo per la Bovalinese e che delle volte si beccano qualche denunzia per via della troppa esuberanza con cui partecipano alle partite- esponenti dell'associazionismo culturale e di volontariato, bambini.
Ho paura se penso che  per i tanti giovani così bisognevoli di attenzionalità anch'io sto facendo poco. Questi ragazzi così distratti, così coccolati dalle famiglie e da tutta una pubblicità anche della RAI  - e quindi pubblica - che invoglia a consumare, chiedere e pretendere anche l'impossibile (tanto, l'impossibile non esiste essendo virtualmente a portata di mano!) e che si vedono poi stritolati da un ingranaggio perverso perché non ci sono soldi per accedere a quei miraggi; questi ragazzi, così stanchi e così "consumati", non avranno la forza di confrontarsi sui problemi che riguardano il loro futuro che non può passare solo dal traforo dello Zillastro e dall'avvicinamento di Jonio e Tirreno, Bagnara con Bovalino, Piana con Jonica "sud" (geograficamente nord), ma da infrastrutture che sono veramente  portatrici di civiltà, capaci di creare processi di sviluppo e di civiltà.
La Magna Grecia si serviva di navi e di carri trainati da buoi e da muli  per far spostare migliaia di persone dalla Grecia alla Calabria, da Crotone a Locri, da Locri a Medma, da Locri  a  Reggio e dove arrivavano i contadini, gli artigiani, i commercianti, gli intellettuali, nasceva lo scambio d’idee, il confronto, la cultura, la crescita socio-politico-culturale e con la cultura maturava e si sviluppava l'idea, l'invenzione, lo stare meglio.  
Sarà il traforo dello Zillastro a produrre questa crescita o saranno l'autostrada e la ferrovia, oltre, s'intende, i collegamenti tra montagna e marina?
Domenico Agostini

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