TRAFORO DELLO ZILLASTRO - IL DIBATTITO CONTINUA
La memoria si perde nel tempo ed anche se trent’anni sono pochi
rispetto all’evolversi dei fatti ed ai “sogni” delle grandi opere pensate,
progettate, ma mai realizzate, continuano ad essere fortemente
presenti le immagini dell’incontro organizzato dal “Centro Studi “Brutium” di
Bovalino (il sodalizio del quale facevano parte l'ing. Pippo Cataldo,
Domenicantonio Pignataro, Pino Cataldo, penso non esista più), nell’ex Hotel “Orsa Sud”,
oggi sede della Comunità Montana "Aspromonte Orientale", nel lontano
1973.
Trentatre anni fa l’ingegnere Antonio Brath, invitato come relatore da quella
associazione culturale, presentava, tra gli applausi delle centinaia di persone
intervenute al convegno, un progetto, dallo stesso elaborato, per congiungere
Bovalino a Bagnara, attraverso il traforo dello Zillastro, quale opera
indispensabile, si disse, per “il rilancio socio, politico, culturale, sociale,
ecc. ecc. della Locride e delle zone aspromontane che si affacciano sul
Tirreno”.
Non si parlò di miracolo, beninteso, ma certamente l’idea stimolò i centri
nervosi di molti (pensate quanto più l’avrebbero svegliati se si fosse parlato
di autostrada!). Un’opera di tal fatta poteva innescare processi economici e
culturali di grande rilevanza sociale e poteva “far conoscere” a milioni di
turisti (provenienti dal Nord e dalla Sicilia!) la nostra zona jonica (come sta
accadendo per la trasversale Rosarno-Marina di Gioiosa Jonica!!!) ricca di
reperti magno-greci, mare, monti, cultura e, attraverso quel flusso, determinare
la ricchezza della zona e anche una barriera contro la ‘ndrangheta e la
delinquenza organizzata.
Da quel tempo ne son passati di “miliardi” di vecchie lire per “tamponare” le
perenni frane che interessano tutto il tratto stradale della SS 112, tenuta in
piedi ancora oggi da iniezioni perenni di cemento. Da allora, ha fatto la sua
storia e comparsa anche la storica "Radio Piana International" (1975),
ribattezzata “Antenna dei due mari” (Taurianova-Bovalino) la radio
privata (1978) che aveva “congiunto” Jonio e Tirreno attraverso la voce e la
musica e si auspicava, attraverso il suo ideatore, Mimmo Agostini, memore dell’incontro storico con Brath, il collegamento
con la Piana di Gioia Tauro e con l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Oggi, con la costituzione a Bovalino del Comitato che, dicono, abbia raccolto quattromila
adesioni, e con il dibattito sempre aperto sollecitato dai mass media del
problema, se ne parla in maniera molto sentito anche a seguito delle decisioni
del Ministro calabrese Bianchi che ha, con argomentazioni certamente degne di
attenzione, frenato gli entusiastici sostenitori della bontà dell’opera,
informando che non esistono i fondi.
E’ proprio di qualche giorno fa
il manifesto pubblico del Comitato che ha informato le cittadine dell’intero
comprensorio (sono quindici i comuni che fanno parte della Comunità Montana
"Aspromonte Orientale" e 9 della Comunità Montana "Versante Tirrenico
Meridionale)che “il progetto definitivo dell’opera infrastrutturale è stato
approvato dall’Amministrazione Provinciale; la cantierizzazione del lotto
Bovalino-Natile Nuovo è stata avviata ed il lotto Natile Nuovo-Platì è stato
appaltato”.
A questo punto, per il Direttivo della pro Bovalino-Bagnara tutto
dovrebbe essere facilmente risolvibile in quanto, si spiega nel manifesto: “ il resto dell’opera
consiste in soli 21 chilometri, nonostante sia stata inserita nell’accordo di
programma quadro siglato tra Governo, regione Calabria e Anas e nel piano
decennale come priorità per gli anni 2007-2008 è ancora parzialmente da
finanziare re i tempi non sembrano propizi, viste le difficoltà in cui versano
le finanze locali e nazionali. Tuttavia il costo della trasversale, rispetto ad
altre grandi opere come la TAV, è contenuto. Inoltre nel nominato piano
decennale Anas delle opere è prevista una spesa di 299 milioni di euro”. Per il
Comitato, pertanto, “Occorre vigilare affinché questi soldi, come già successo,
non prendano altre strade e pertanto dare vita ad una grande mobilitazione che
coinvolga tutti gli uomini e le donne della nostra terra, i quali devono essere
pronti a rivendicare i propri diritti con chiarezza, determinazione ed
incisività” per il Comitato è, altresì, necessario “ sensibilizzare tutti i
cittadini, le scuole e le organizzazioni sociali ed esercitare una forte
pressione sui politici e sugli amministratori affinché si adoperino per
realizzare l’opera nei tempi più brevi possibili”.