BOVALINO-BOSCO SANT'IPPOLITO
NELL'AZIENDA "FRUTTI DEL SOLE" CELEBRATA LA "FESTA DELLA RIPIANTAGIONE"

Nella giornata di  Mercoledì 23 Agosto, un importante evento dal forte significato simbolico ha avuto luogo nella Locride, più precisamente nell’azienda agricola “Frutti del sole”: la “Festa della ripiantagione”.

Durante tale momento, organizzato come risposta forte in seguito agli atti intimidatori con cui la ‘ndrangheta locale ha voluto colpire alcune delle cooperative del territorio, il Vescovo della Diocesi Locri-Gerace, Monsignor Giancarlo Bregantini, che ne ha concepito la nascita e favorito lo sviluppo, ha presieduto la celebrazione eucaristica. Al termine delle stessa il Vescovo ha voluto fermarsi a dialogare con un folto numero di giovani ed ha sottolineato l’importanza di perseverare nella costruzione di una cultura della Vita e della bellezza come strada maestra contrapposta alle logiche mafiose di morte.

Tra i giovani erano presenti anche un gruppo di circa 30 ragazzi provenienti da diverse regioni italiane che ha deciso di trascorrere parte delle vacanze nel campo di lavoro “A fianco di chi resiste” organizzato dalle missionarie e dai missionari Comboniani.

La scelta di fare questa esperienza è nata dall’esigenza di condividere e solidarizzare con il Vescovo e con tutte le persone del territorio che si stanno impegnando attivamente per contrastare la ‘ndrangheta e gettare semi di nuove speranze.

Il campo ha visto i giovani impegnati nel lavoro agricolo, in alcune aziende della zona, a fianco delle persone che prestano regolarmente la loro opera nelle serre. Accanto ai momenti di lavoro i partecipanti hanno vissuto un percorso di catechesi tenuto da P. Alex Zanotelli, che  ha aiutato a leggere nel messaggio evangelico il richiamo per tutti i cristiani ad un attivo impegno per una politica di giustizia ed una economia di uguaglianza.

Molte sono state le significative testimonianze che sono state raccolte durante il campo e che sono risultate i,mportanti e significate per comprendere meglio la difficile realtà locale che da oltre trent’anni è costantemente soffocata dal complesso intreccio di poteri che vede collegata la ‘ndrangheta, le massonerie locali e alcuni settori della politica.

Con indignazione i giovani hanno toccato con mano quali profondi solchi abbia lasciato nella terra calabrese l’isolamento e la colpevole latitanza da parte dello Stato.
Per tutti questi motivi, giunti al termine del campo i giovani si sono impegnati a mantenere saldo il legame con le realtà conosciute e diffondere nelle comunità locridee di appartenenza un’informazione il più possibile attendibile e veritiera, al fine di continuare a resistere insiem, facendo appello alle amministrazioni locali, al governo regionale e nazionale e alla Chiesa affinché proseguano o si attivino nel sostegno e nella costante attenzione verso ogni azione di resistenza invitando tutti i giovani a perseverare nell’esprimere con coraggio e creatività la volontà di cambiamento e di costruzione di reti attive e solidali.