GIOVANE MOLDAVA SGOZZATA E GETTATA IN MARE
GLI INVESTIGATORI DELLA POLIZIA DI STATO INDAGANO SULL'EFFERATO ASSASSINIO
Gli articoli del 9, 10, 11 e 13 ottobre

 

 

Bovalino 7 ottobre 2008

Si chiamava Alessia, aveva trent’anni ed era cittadina moldava. E’ stata uccisa senza pietà, con due fendenti netti di un affilatissimo coltello dalla lunga lama che le hanno quasi staccato la testa. Due colpi tremendi, di cattiveria animale.  Il corpo senza vita della giovane e bella moldava galleggiava tra il mare e la riva. Ad accorgersene qualche sportivo che al mattino fa footing sul lungomare. Ha capito subito che si trattava di un essere umano e non di un grosso pesce e non ha atteso di far ritorno a casa. Ha preso il telefonino ed ha composto 113. Dalla informativa all’allarme per il Commissariato di PS di Bovalino sono trascorsi soltanto alcuni secondi. Alle 8,20 il dott. Rindone, Commissario Capo, dava ordine alla volante che osservava servizio di pattugliamento nell’area comunale,  di portarsi sulla spiaggia di Bovalino in prossimità del lido Afrodite, di fronte al rione Sant’Elena. Intercettato il corpo, è stato portato a riva e qui è rimasto, fino al sopraggiungere del  sostituto procuratore Federica  Fortunati, che dopo i preliminari, ha fatto trasferire il cadavere presso l’obitorio di Locri, dove, nel pomeriggio è stata sottoposta ad esame autoptico. Alesea, questo il suo nome moldavo, è morta dissanguata per il distacco della carotide. A Bovalino da alcuni anni, come tante sue connazionali, in possesso di regolare permesso di soggiorno, faceva la badante ad un anziano signore di Bovalino proprio del Rione Sant’Elena. Cosa è successo la notte tra il sei e il 7 ottobre? Perché la badante era uscita dalla casa dell’anziano signore? Chi l’ha chiamata? Hanno usato il telefonino oppure aveva un appuntamento già concordato?  Comunque si doveva trattare di una persona a lei conosciuta. Su questa circostanza e su tanti interrogativi, si sono susseguiti nel corso del pomeriggio e fino a tarda notte interrogatori. Da alcune indescrizioni, sembra però che Alessia abbia chiesto il permesso di potersi assentare per qualche ora e che, accordatole, sia stata vista uscire in macchina con altre tre persone e che, poco dopo,  l’assistito si sia addormentato, svegliandosi al mattino, quando già era stato ritrovato il corpo della sua badante. Erano in tre?  Era uscita con un giovane indiano con il quale vi era una simpatia? L’indiano è stato uno dei primi ad essere interrogato ma sembra abbia un alibi di ferro. Chiunque sia stato è acclarato che Alesea Ciobana non ha avuto il tempo di rendersi conto della situazione perché  dopo essere uscita dall’appartamento sicuramente sarà stata malmenata con calci e pugni  per costringerla ad entrare nell’auto.  Il “commando”, una delle tesi è che Alessia era attesa da due o tre persone i quali una volta tramortita l’avrebbero fatta scendere in prossimità della spiaggia, quasi alla fine del lungomare, dove non vi è asfalto, e qui, dopo averla picchiata a  sangue, l’assassino le ha inferto due colpi netti al collo uno de destra verso sinistra e subito l’altro da sinistra verso destra. Per la disgraziata  non c’è stato nulla da fare. Una vera e propria esecuzione con una ferocia inaudita. Gli investigatori della scientifica della Questura di Reggio Calabria, di Siderno e di Bovalino nell’immediatezza del ritrovamento del cadavere hanno passato a setaccio l’intera zona alla ricerca di indizi che conducano all’assassino.  Le indagini, naturalmente, si svolgono a trecentosessanta gradi e non viene trascurata alcuna pista anche quelle che porterebbero ad ambienti ambigui dove lo “sgarro” viene punito con una morte spettacolare che serva da esempio La giovane donna era conosciuta da tutti a Bovalino, ma almeno per quello che era dato vedere, accompagnava l’assistito con molta serietà e compostezza.

Domenico Agostini

Bovalino, 7 ottobre 2008

 

La notizia della barbara uccisione della cittadina della repubblica di Moldavia, da qualche anno residente nel comune di Bovalino, ha fatto il giro del paese, destando meraviglia e pietà. Alessia, da due anni faceva la badante, ed era stata al servizio di quattro signore e da ultimo di un anziano con difficoltà di deambulazione. Questa estate era solita accompagnarlo sul corso Umberto e quindi sul lungomare e pur sapendosi guardata (era una bellezza tipica moldava) i suoi atteggiamenti erano civili e seri. Le badanti a Bovalino, come in tutta Italia, sono viste con rispetto, essendo una professione che richiede pazienza, dedizione e grande disponibilità per la sofferenza umana. Alessia era una brava professionista. Dopo il lavoro di badante non si faceva vedere in giro per cui, anche quelle conoscenti di Bovalino che durante le passeggiate con gli infermi assistiti la salutavano e con le quali si attardava per pochi minuti, non conoscevano il privato di questa bionda venuta da lontano per cercare lavoro e con il lavoro aiutare la propria famiglia che risiede un piccolo paese della piccola Repubblica Moldava tra la Romania e l’Ucraina  La gente si chiede perché un omicidio così efferato e con tanta violenza. Cosa mai poteva aver fatto una donna così severa nell’assistere i sofferenti da meritarsi una morte tanto atroce. “Conoscevo Alessia, ci dice la signora M.T., perché per sei mesi è stata a casa mia per assistermi durante la notte. Era una ragazza come tante altre ma in più aveva l’affabilità, il sorriso che l’accompagnavano sempre. Non ha detto mai no o ha fatto intravvedere risentimento nei miei confronti. E’ stata disponibile e buona. Mi meraviglio per quanto le è successo. Una morte così violenta mi sembra impossibile”. “Mi parlava sempre della sua famiglia che abitava in un paesino di montagna e mi diceva che i soldi le servivano perché erano poveri e c’erano le sorelle che guadagnavano poco, ricorda la signora F.P. di Bovalino”. Certo, il fatto che si sia verificata con così tanta crudezza e ferocia desta molta preoccupazione in tutta la cittadinanza”. Che si tratti di omicidio passionale, o causato da altri motivi resta il fatto che una giovane vita è stata spezzata barbaramente e questo fatto aumenta la paura di una effettiva integrazione.

Bovalino 7 ottobre 2008

 

Sono circa trecento i cittadini comunitari ed extracomunitari domiciliati a Bovalino, tanti da far essere la cittadina jonica la più importante per presenze straniere con permessi regolari ed anche con presenze di “irregolari”. I più numerosi, circa cento,  sono i cittadini indiani che in genere lavorano in agricoltura, nelle serre, nelle cooperative agricole o nei negozi di prodotti agricoli quelli regolari, o quali stagionali (raccolta delle olive, agrumi, ecc.) o per lavori manuali nelle campagne; numerosi anche i cittadini del marocco (una cinquantina), importante la presenza di ucraini, russi, bulgari, rumeni, moldavi,  polacchi, senegalesi e cinesi. Un fenomeno particolare che non desta preoccupazioni dal momento che nella maggioranza fanno vita molto riservata, lavorando fin dalle prime luci dell’albe e terminando generalmente alle 17,30-18.00. “Bovalino da qualche anno è diventata multietnica, dice il vice sindaco Sebastiano Primerano, ma nonostante forti presenze di extracomunitari, si può dire che non abbiamo avuto grossi problemi. Sono cittadini ossequiosi delle nostre leggi, molti di questi frequentano corsi di alfabetizzazione e socializzazione organizzati da un ente morale, al quale l’anno scorso abbiamo concesso anche l’aula consiliare, in considerazione del numero elevato di richieste di frequentare i corsi gratuiti di lingua italiana. Questo fatto raccapricciante, desta qualche preoccupazione anche perché il modo efferato di una esecuzione violenta, la giovane donna è stata sgozzata, ci fa pensare che qualcosa forse ci sta sfuggendo. Ci sono troppi stranieri dei quali  non sappiamo nulla. Certo la presenza e la vigilanza delle forze dell’ordine ci tranquillizza ma è difficile quando accadono delitti così efferati controllare la reazione del popolo.  C’è un Commissariato di PS ed una stazione dei Carabinieri che sono fortemente e professionalmente presenti sul territorio, continua Primerano, però gli inquirenti debbono fare chiarezza sulle modalità dell’assassinio della povera donna moldava e giungere ad assicurare alla giustizia i colpevoli. Da quanto ne sappiamo si trattava di una badante professionalmente valida per cui se si tratta di un fatto passionale, pur condannando in maniera totale l’atrocità dell’atto, resta pur sempre un omicidio per il quale ci sarà la risposta della giustizia italiana, nel caso però si dovesse trattare d’altro,  è giusto che si faccia piena luce e si dia tranquillità alla popolazione. Di una cosa sono certo e cioè che questi nostri amici che provengono da lontano per cercare per sé stessi e per le loro famiglie lontane un pezzo di pane, vanno aiutati a trovare un lavoro umile che i nostri, purtroppo, non vogliono più fare. L’impegno nostro ed anche associativo è quello che tutti possano fermarsi e lavorare nel segno della costituzione italiana e delle leggi italiane per una integrazione sempre più consapevole e perciò cosciente. Ai familiari della povera ragazza moldava le condoglianze di tutta l’amministrazione con l’augurio che i colpevoli possano essere consegnati alla giustizia in breve tempo”.