I CAREROTI DI BUSTO ARSIZIO FESTEGGIANO SAN VITO MARTIRE
Careri, 26 giugno
E’
il 1928 quando esce il romanzo "Emigranti" di Francesco Perri, lo scrittore di
Careri. Egli è già emigrante. Era partito dalla sua Careri per “bussare” a
qualche porta per un lavoro anche modesto. Lui stesso scrive: “: "Mi reco alla
casa editrice Mondadori, dove era impiegato un mio amico, per chiedergli se vi
fosse possibilità di qualche modesto lavoro. Lavoro non credo rispose l'amico ,
ma tu perché non prendi parte al concorso bandito dall'Accademia, per un
romanzo. Il concorso scadeva il 31 dicembre e vi erano soltanto tre mesi, troppo
pochi per scrivere un romanzo, e soprattutto per un concorso la cui commissione
era costituita dal fior fiore della cultura italiana del tempo :Croce, Borgese,
Baldini, Pirandello, Brocchi, Panzacchi,Titta Rosa. Bisognava presentare un
romanzo che facesse colpo, ma non disperai e mi posi al lavoro. Avevo scelto un
soggetto senza ideologie, con un materiale che conoscevo da bambino e che avevo
nel cuore". Come Perri, centinaia, migliaia di careroti sono partiti per
lavorare al Nord, in territori europei o oltreoceano. Il triste destino di chi,
per poter vivere e farsi una famiglia è costretto a lasciare la casa, i parenti,
gli amici, la propria terra. A Busto Arsizio, come in molte altre città vi è una
comunità di Careri che la terza settimana di giugno festeggia San Vito martire,
come è tradizione a Careri. Si tratta del “gruppo S. Vito Martire” di Busto
Arsizio che quest’anno ha voluto fare le cose “alla grande”: una giornata
complessa con folklore: giuochi tradizionali, tarantella, canti popolari, ballo
dei giganti; cultura: presentazione del libro “I Bronzi di Riace tra storia e
fantasia” scritto da un “careroto puro sangue”: Giulio Cesare Papandrea,
direttore ricerche scientifiche all’Ospedale di Monza; sagra di piatti tipici
calabresi con gran finale di fuochi pirotecnici ed il classico ballo del
“cavalluccio”.
Il Presidente del Comitato Mimmo Albanese, assieme a Rosario Codespoti e Francesco Rocca hanno organizzato la serata “festa” alla quale hanno partecipato non solo i nativi del centro Aspromontano (oltre cinquanta famiglie) ma anche i calabresi di Bovalino, Ardore ed altri paesi del Distretto Sanitario Sud della Locride. Alla manifestazione della presentazione del libro per i tipi di Franco Pancallo Editore di Giulio Cesare Papandrea è intervenuto, tra gli altri Giorgio Richichi, importante figura di assicuratore, originario di Careri, e residente a Monza, eletto recentemente delegato interregionale del gruppo agenti Zurich, il quale ha elogiato l’impegno dell’illustre medico umanista che “ha inteso proporre all’attenzione degli studiosi di archeologia, di antropologia e di storia dell’arte, una nuova ipotesi sulla origine, collocazione e funzione dei Bronzi di Riace”.