SI SONO SVOLTI I FUNERALI DEI DUE CUGINI MORTI NELL'INCIDENTE STRADALE

 

Careri, 11 febbraio 2010

Grande partecipazione popolare ieri pomeriggio  ai funerali che si sono svolti nella Chiesa Matrice di Natile Vecchio  ,  delle 2 giovani vittime che la strada in quel tragico lunedì sera ha strappato alla vita. Antonio Ambesi e Antonio Demana. Due giovani di 23 e 25 anni, spensierati, con l’unica passione che accomuna tutti i giovani, quella per le schedine. La messa è stata celebrata dal Monsignor Morosini, vescovo della diocesi di Locri-Gerace.  Una folla immensa lenta accompagnava le bare. Dietro di loro  i parenti a squarcia gola esternavano il loro dolore con canti di lamento, lacerandosi più volte il petto.  La folla scrutava le facce dei parenti, degli amici. Attenta ascoltava il sacerdote tessere, a ragione, le lodi dei  compianti. E si udivano  parole di speranza e d'amore. “Ci ritroveremo tutti, non è un addio-ha detto il Vescovo-. Saremo tutti parte di un unico "corpo", quello di Dio. Questa  è una giornata di festa, due giovani ragazzi seno resuscitati” ha detto più volte Morosini. “ Capisco il dolore delle madri e dei parenti, ma bisogna avere speranza in Nostro Signore Gesù Cristo, Quel Cristo che li ha voluti accomunati nel nome e nella morte”. Il Vescovo più volte ha ribadito che non bisogna piangere, che è giusto esternare il proprio dolore ma che bisogna trarre insegnamento dalla Vergine Maria che addolorata guarda il Cristo Morto. Una commozione palpabile nel silenzio irreale di un mercoledì pomeriggio diverso dagli altri, triste attonito.  Ieri oltre cinque mila persone sono giunte a Natile Vecchio, per dare l’ultimo saluto ai due giovani ragazzi. Il sindaco ha ordinato il lutto cittadino. All’uscita dalla chiesa qualche donna  ha intonato un canto di saluto, in piedi intorno alla bara di mogano lucido . Quel canto così semplice e spontaneo, cantato col cuore,  da persone semplici, è stato al tempo stesso fonte di grande commozione. Tutti piangevano, anche chi forse non conosceva le 2 giovani vittime. Un canto straziante, lento, e poi un grande applauso ha fatto eco in quel piccolo pasino in mezzo alle splendide foreste dell’Aspromonte. E poi la processione, accompagnando i ragazzi, per la prima volta a cimitero. Una processione lunghissima. Il paese ha la caratteristica di essere lungo e con strade moto piccole e strette. Faceva molto freddo a Natile Vecchio. Dopo una leggera pioggerellina, il sole. Quelle bare non si dovevano bagnare. “Queste sono tragedie che non devono avvenire, ma che purtroppo capitano anche molto spesso” ha detto il Vescovo Morosini. Io è da 2 anni, da quando sono venuto in questa diocesi che lo grido, i piccoli paesi non  devono essere abbandonati. Più volte ho fatto questa strada, e a stento riuscivo a passare. Voi cittadini dovete far sentire la vostra voce, dovete gridare” Parole dure quelle del Vescovo che non lasciano fraintendimenti o equivoci. Il messaggio era chiaramente indirizzato ai politici che ci governano. Anche se ancora bisogna capire la dinamica dell’incidente, resta il fatto che ci troviamo di fronte ad una strada dissestata. E quale migliore occasione per alzare la voce, se non quella delle imminenti elezioni regionali? (Ferdinando Piccolo)