Natile di Careri, 10 novembre 2008

 

Lutto a Natile per la morte del parroco don Antonio Sculli.

 A porgergli l’estremo saluto il Vescovo della Diocesi Mons. Giuseppe Morosini, i parroci di Natile Nuovo, Bovalino, Bosco Sant’Ippolito, Careri, Plat, San Luca, Benestare, numerose suore degli Ordini presenti sul territorio, il Sindaco del Comune Gaetano Pipicella e rappresentanti delle varie municipalità. Un rito funebre che si è svolto nella bellissima  Matrice di Natile Nuovo per la quale Don Sculli ha dato tutto se stesso per farla crescere e con la Chiesa tutti i fedeli che hanno voluto assistere al mesto rito, anche restando fuori perché la cattedrale era stracolma.

La santa Messa è stata officiata dal Vescovo e concelebrata da don Cosimo Castanò,  dal priore di Polsi Don Pino Strangio e da Don Virgilio che sta sostituendo don Cosimo, dopo la decisione di quest’ultimo di ritirarsi in meditazione, a seguito dei noti fatti che lo hanno interessato da vicino.

L’amministrazione comunale ha voluto rendergli omaggio facendosi rappresentare dal gonfalone portato da due vigili in grande uniforme e dal Sindaco che, con la fascia tricolore,  ha tracciato, prima dell’estremo saluto, un profilo commovente e di grande riverenza nei confronti del parroco di Natile che non più tardi di un anno fa era stato festeggiato per i sessant’anni di sacerdozio e per la presenza costante nel territorio careresi, sempre vicino ai parrocchiani ed agli uomini di buona volontà.

Egli, ha detto Gaetano Pipicella, “anche quando è stato necessario, per la sua precaria salute, lasciare le incombenze della Chiesa, non ha mai smesso di esserci vicino e di ascoltare le nostre ansie, le nostre aspettative, i nostri dubbi, le nostre debolezze. Don Sculli è stato un padre con la “P” maiuscola, per tutti: piccoli, grandi, anziani”, ed ha proseguito: “Le sue radici erano profonde, forti e si sono estese per tutto il territorio. Egli è morto, non è materialmente qui con noi, ma quelle radici non marciranno mai e saranno la linfa pura per tutte le generazioni che verranno. Per questo motivo sentiamo viva la presenza, quasi fisica, del nostro amato don Antonio Sculli, ed a lui ci rivolgiamo nel porgergli l’estremo ed affettuoso saluto, affinché si faccia portavoce delle nostre ansie e delle nostre tribolazioni alla Madre Santissima e, per il suo tramite, a  Gesù,  Nostro Signore, per assisterci e benedirci durante i giorni della nostra vita”, ed ha concluso con un “Arrivederci, Don Sculli, siete stato il capitano senza macchia e senza paura della nave chiamata “Natile”. Non vi scorderemo mai”.

Portato a spalla lungo il tragitto che generalmente viene fatto durante la processione, ma in senso contrario, come è usanza a Natile quando si tratta di un parroco,  e dopo il saluto alla sorella Francesca, ai cognati ed ai nipoti, la salma è stata tumulata nel cimitero di Natile Vecchio dove era nato 86 anni fa.

Domenico Agostini