DUE GIOVANI CUGINI DI 23 E 25 ANNI MUOIONO IN UN INCIDENTE STRADALE

Careri, 9 febbraio 2010

Ancora morti nelle nostre strade. Ancora due giovani vite spezzate. Lunedì sera  lungo al strada comunale che collega Natile di Careri , con il paese vecchio. Si tratta di Antonio Ambesi 23 anni, e Antonio Demara di 25. I due giovani si trovavano a bordo di una Mini cuper S. Venivano da Natile vecchio in direzione di Natile Nuovo, quando ad un certo punto il guidatore, Antonio Demara, ha perso il controllo dell’autovettura andando a sbattere contro alcune sbarre di ferro che delimitano la fiumara Careri, esattamente in contrada Lacchi,  finendo inesorabilmente giù dal ponte. I due cugini sono morti sul colpo.

Non è la prima volta purtroppo che succedono questi drammatici eventi. Destino, o errore umano?, di chi è la colpa questa volta?. Sono tanti gli interrogativi. La cosa certa è che due  giovani ragazzi hanno perso la vita tragicamente. Ancora la dinamica dell’incidente non è chiara. Secondo i primi rilievi a provocare lo sbandamento della macchina è  stata una fossa, di dimensioni elevate che si trovava proprio al centro del ponte infatti, lo schianto è avvenuto subito dopo questa buca. La domanda sorge spontanea. Perché una buca al centro della carreggiata?. Una domanda che non trova risposte. Una buca che c’è da oltre 30 anni, ma che nessuno ha mai cercato di aggiustare. Ma queste sono le solite supposizioni. Non siamo ancora in grado di capire come siano andati veramente i fatti. La strada che unisce Natile Vecchio a Natile Nuovo è completamente dissestata. Non si tratta di una sola buca ma il problema è ben più grave. La strada va rifatta da cima a fondo. È una piccola strada di campagna, buia, senza alcuna illuminazione. Una strada trafficata da moti automobilisti essendo l’unica strada che collega i 2 paesi. Ancora più sconcertante questo. Perché nessuno ha mai cercato di fare qualcosa?. Perché bisogna aspettare le disgrazie per renderci conto che qualcosa non va per il verso giusto. Intanto Natile piange altre  2 giovani ragazzi senza colpe. Due ragazzi che venivano dal paese vecchio  per andare ad  incontrare forse gli amici al paese nuovo. Erano due cugini che spesso venivano a Bovalino Marina, piccolo centro limitrofo, a giocarsi le schedine dall’amico Peppe. Schedine giocate fino a domenica sera, al solito circolo. Due ragazzi ben voluti da tutti. Il tempo delle parole è finito. Ora bisogna cominciare a lavorare. Cercando di capire cosa realmente bisogna fare. Le elezioni regionali si avvicinano e  sicuramente  i soliti politici riempiranno i cittadini con le “solite” promesse. La strada si aggiusterà. Arriveranno fondi. Parole che si perdono nella strada che collega Natile vecchio a Natile Nuovo. Parole scritte sul ghiaccio. Ma la Calabria è stanca delle solite passerelle. È stanca di piangere i suoi morti. Morti che purtroppo non trovano un perché, tra milioni di domande che giustamente è lecito e doveroso porre. (Ferdinando Piccolo)

 

INTERVISTA AL SINDACO GAETANBO PIPICELLA

Ennesimo incidente sulla strada che collega Natile di Careri Vecchio, con il  paese nuovo, il sindaco, Gaetano Pipicella, Non ha dubbi sulla dinamica dell’incidente: “la colpa non è della strada, che è dissestata ma è dell’alta velocità”. Diretto e conciso appare il sindaco. “ è vero, la strada non è delle migliori, ma essendo, provinciale non ho poteri”. Peccato solo che la strada non è provinciale ma è comunale, e quindi le competenze ci sono. Bisogna capire quale è il problema. È facile forse a volte fare come Ponzio Pilato  e “lavarsi le mani”, cercando di fare scarica barile. Ci sono state troppe morti, e le 2 giovani vite spezzate di lunedì, ne sono l’ultima tragica testimonianza. Quindi ora bisogna fare qualcosa, anche se è troppo tardi. Ma può essere un inizio. Il sindaco ha dichiarato che  “ i lavori di manutenzione stanno per partire, la strada è  già stata appaltata, solo che, a causa delle condizioni metereologiche non sono potuti iniziare i lavori”. Giustamente se piove non si può lavorare. Come dargli torto. Ma un mea culpa a volte non fa mai male. In queste situazioni, è anche giusto dire: da domani farò qualcosa. È giusto soprattutto per i genitori delle vittime. Che ancora chiedono, perché?. Perché la strada da 30 anni è dissestata?. Perché nessuno ha mai fatto qualcosa?