RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE PER LA BIMBA MORTA ALL'OSPEDALE DI LOCRI
Casignana, 18 gennaio 2010
Sara Sarti era nata a Livorno il 29,11,2004 e risiedeva a Vecchiano in provincia di Pisa. Muore all’ospedale di Locri il 24 agosto alle ore 17.55. Era stata trasferita d’urgenza a quel nosocomio alle ore 12 di quel triste giorno ed ospedalizzata alle 13.20. La piccola, trasportata dai nonni, era andata già all’ospedale la sera del 23 agosto alle ore 22.20 e visitata nel reparto di Pediatria per: algie addominali e vomito. L’esito della visita: addome trattabile sia alla palpazione superficiale che profonda su tutti i quadranti, con prescrizione di Peridon supposte e Renterin gocce”. Per i parenti non sarebbe stato effettuato il normale protocollo di intervento per una migliore diagnosi. Quella sera stessa Sara Sarti ebbe il visto d’uscita. All’indomani la disgrazia: il nuovo trasporto d’urgenza in Ospedale, il tentativo di rianimarla (più volte riuscito) la morte per arresto cardiocircolatorio, nel pomeriggio, tra la disperazione dei nonni che non si aspettavano un così tragico ed assurdo finale. Questa in sintesi l’immane tragedia che ha colpito la famiglia Sarti ed i nonni Nicita di Casignana che ospitavano la bambina per il periodo estivo ed alla quale avevano fatto di tutto per farle trascorrere un periodo felice e spensierato. Per i nonni “il perito d’ufficio, ha sottovalutato che il cuore della bimba ha risposto positivamente al tentativo di rianimazione. In effetti, dicono, potrebbe essere stata la polmonite la causa dirompente e che il fatto cardiaco, come asseriscono i loro medici, si sia sovrapposto aggravando tutto il quadro clinico portando la bimba alla morte. In effetti, dagli esami istologici è stata rilevata la presenza di una polmonite confermata dagli esami radiologici” Sempre secondo il nonno “se la bambina non fosse stata dimessa dall’ospedale la sera del 23 agosto, quand’anche avesse subito l’arresto cardiocircolatorio in ospedale, la rianimazione sarebbe stata effettuata in tempi brevissimi e si sarebbe evitata la morte cerebrale”. Sembra che molto sono i punti oscuri e da chiarire e, a parere della parte offesa “la ventilata archiviazione è il rimedio più semplice e frettoloso di chiudere una vicenda che poteva essere gestita con più professionalità ed umanità. La perizia del dott. Barbaro, proseguono gli avvocati, anche se puntuale e precisa, lascia aperti diversi spunti che hanno bisogno di maggiori approfondimenti dal punto di vista medico e giuridico. Il dottor Cardamone, continuano i legali della famiglia Sarti, perito della parte offesa, sta lavorando alacremente alla stesura di una relazione medico-legale di parte da cui si evince chiaramente l’esistenza di gravi negligenze mediche che attengono a responsabilità penalmente rilevanti. Detta perizia, sarà depositata entro la fine di questa settimana”.