INAUGURATO A CIRELLA DI PLATI' IL MONUMENTO AI CADUTI
Cirella di Platì 6 maggio 2009
Alla
presenza dei Commissari prefettizi Romano, Galeone e Chiofalo, del vice prefetto
Antonia Maria Grazia Suraci che ha portato il saluto del Prefetto di Reggio
Calabria, Carabinieri, Vigili Urbani, alunni, studenti e docenti delle Scuole
di Cirella, compresi i bambini della Materna, del prof. Bruno Reitano, Domenico
Garreffa della GS editrice di Ardore, e cittadini della popolosa frazione, il
sacerdote don Domenico Tropeano ha benedetto il monumento ai caduti.
"Il giardino dei caduti", dedicato ai Cirellesi che hanno sacrificato la loro vita, nel I e nel II conflitto mondiale. progettatao dall’architetto Luciano Pelle, sindaco di Antonimina ed eseguito dall‘artista Mimmo Frascà di Ardore il quale ha modellato la stele e la scultura di un bassorilievo rappresentante un soldato, è dovuto alla caparbietà del prof. Bruno Reitano, che vi si è dedicato per numerosi anni alla sua realizzazione. Reduce di guerra, il professore Bruno Reitano, ha amministrato il paese per diversi lustri, con il rigore e l’onesta necessari a una corretta amministrazione e il sentimento di chi resta eternamente legato al luogo in cui nasce.
E’ questo un altro merito dei commissari prefettizi che da tre anni governano il Comune di Platì, riscuotendo la simpatia e l’affetto della popolazione per il modo efficace ed efficiente di assicurare opere importanti alla città, alle frazioni ed alle contrade. Fondamentale per la realizzazione del monumento oltre i finanziamenti del comune di Platì anche quello dei Consiglieri regionali di Alleanza Nazionale e più in particolare dell’on. Alberto Sarra, della comunità Montana "Aspromonte Orientale" di San Luca, del Consorzio di Bonifica Calabro-ionico Meridionale, dei parenti dei Caduti, dei Cirellesi e di molti emigrati.
I
nomi dei trenta caduti, molti dei quali giovanissimi, sono stati incisi su
una lastra di bronzo in bassorilievo per assicurarne la lettura nel tempo. 17 i
caduti nella guerra del 1915-18: Rocco Agostino, Francesco Caruso, Carmine
Feo, Nicola Garreffa, Rocco Garreffa, Pasquale Macrì, Bruno Marvelli, Domenico
Marzano, Bruno Mediati, Gioacchino Mediati, Rocco Maria Perre, Giuseppe
Pollifrone, Antonio Polito, Bruno Raco, Pietro Raco, Bruno Marvelli, Bruno
Zappia; 13 quelli caduti durante la II guerra:: caporale Domenico Castelvetere,
caporale Antonio Polito, caporale Antonio Raco, Antonio Agostino, Giuseppe
Agostino, Francesco Caruso, Antonio Mediati, Giuseppe Polito, Domenico
Pollifrone, Rocco Romeo, Vito Romeo, Rocco Zappavigna, Rocco Carbone.
Cirella di Platì ha ricordato così i suoi caduti, i suoi eroi che andavano in guerra nel nome dell’Italia: agricoltori e braccianti, senza aver mai imbracciato un fucile, partiti per il fronte, lontani dalla propria terra e dai propri cari che non avrebbero però più rivisto. “Più che un monumento è un giardino, perché così lo ha “visto” il progettista e così lo ha immaginato mio padre, il professore Reitano, che da sessanta anni ha coltivato questo sogno: un monumento ai morti in guerra, ai nostri concittadini, ai nostri parenti che sono rimasti vivi nella memoria”. Così ha commentato la cerimonia Antonella Reitano, nativa di Cirella e oggi professore di marketing e ricercatore di marketing territoriale, la quale, nel suo breve ma incisivo intervento, ispirandosi al trattato dell’Unesco del 1946, ha anche rimarcato il valore della pace, della Patria, della cultura dell’appartenenza a una comunità (dal piccolo borgo, alla città, alla provincia, fino all’Europa), del legame che un monumento stabilisce con chi è morto e con chi oggi vive grazie anche a quel sacrificio, del valore che l’opera assume, nella valorizzazione del paese e del territorio in cui insiste.
Commovente la lettura di una poesia sulla guerra ed una" lettera dal fronte" fatta da bambini della scuola primaria. Qualche nonno presente ha pianto ed alcune mamme hanno fatto il segno della croce.
Atteso ed applaudito l'atteso intervenuto il prof. Bruno Reitano il quale ricordando il sacrificio dei 30 giovani cirellesi, alcuni persero la vita in Germania e a Cefalonia, altri dispersi in prigionia, ma, a tal proposito, il relatore ha osservato che "i prigionieri non possono essere dispersi in prigionia: essi vengono assassinati ed i restanti, sono inesorabilmente compresi tra le “centomila gavette di ghiaccio”. Egli ha narrato le vicende che hanno caratterizzato la storia del monumento, sin dal lontanissimo giorno in cui l’idea ha preso forma ed ha ricordato il pensiero di Antoine de Saint-Exupery, illustre capitano francese, abbattuto tra la Sardegna e la Corsica nel 1944: “Si muore per una casa, non per degli oggetti o dei muri. Si muore per una cattedrale, non per delle pietre cadute alla rinfusa. Si muore per un popolo, non per una folla. Si muore per amore dell’uomo, se Egli è la chiave di volta di una comunità. Si muore solo per ciò di cui si può vivere”. Ha, quindi concluso, dicendo: “Cittadini di Cirella, il monumento è vostro. Io ve lo consegno, unitamente alla forte consegna di amarlo, rispettarlo, proteggerlo, tramandarlo integro. Esso è lo spirito degli eroi, onoratelo”.
(Nella foto in alto il prof.
Bruno Reitano e la figlia Antonella; in basso: alunni e studenti di Cirella)