LETTERA APERTA AI CITTADINI ED ALLE ISTITUZIONI

Platì 15 aprile 2009  

 

Con una lettera-manifesto, Rosario Sergi, consulente finanziario e revisore dei conti, cittadino di Platì, comunica ai suoi concittadini ed anche al Prefetto, Vescovo, parroci della Locride, parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, partiti politici, sindaci della Locride e sindaco di Reggio Calabria , il proprio impegno nell’agone amministrativo che sta per avviarsi, avvertendo intimamente la necessità di dover dare un forte “contributo alla ripartenza di questo Paese dove vivo, dove in parte lavoro, dove crescono i miei figli, dove ho deciso di impiegare le mie energie per contribuire al rilancio socio- economico e culturale dello stesso”. Questo impegno sociale, scrive Sergi “nasce da una riflessione scaturita dalla lettura di un articolo apparso sulla stampa qualche tempo fa e riportato poi sul sito internet di un grande Partito a carattere Nazionale, che alla fine concludeva, “Platì è un Paese povero di Democrazia “ nonché dalla permanenza dei Commissari di Governo che “nonostante l’alto impegno profuso”, per migliorare l’immagine, assicurare servizi migliori ed efficienti e consentire la costruzione di opere importanti per Platì, “comunque, rappresenta  il limite estremo della Democrazia”. Sergi, pertanto,vuole offrire alla sua città il suo “modesto, piccolo contributo, affinché la democrazia, affidata ai cittadini, ritorni a regnare sovrana in un paese, che non  deve essere sempre denigrato ed isolato, ma deve essere aiutato a crescere ed ad aprirsi, proiettandosi verso un terzo millennio oramai arrivato, carico di moltissime opportunità” indispensabili per la rinascita sociale, economica, culturale di Platì e dei platiesi. L’invito è nello stesso tempo semplice ma impegnativo e categorico: “ripartire insieme” a tutti i cittadini con i quali “stilare i programmi della prossima amministrazione e vigilare con amore, dedizione e competenza sulla loro realizzazione. Accanto ai cittadini debbono schierarsi “le istituzioni che hanno il compito gravoso di “sostenere, dice Sergi, con impegno straordinario le amministrazioni che saranno chiamate a guidare Platì per i prossimi anni”. Ma non bastano soltanto i cittadini e le istituzioni locali, per Sergi l’”insieme” deve abbracciare anche “la Chiesa che dovrà essere propositiva dei bisogni delle fasce più umili e deboli della popolazione”; i consiglieri regionali e provinciali,  i parlamentari calabresi e tutto il Governo centrale i quali tutti “devono dare voce ad un paese abbandonato ed aiutarlo a crearsi un volto diverso”; i partiti politici che hanno il compito di “investire in formazione” intendendo questa come “nuova cultura di cittadinanza attiva”; i sindaco di tutto il comprensorio della Locride, affinché aiutino con le proprie esperienze amministrative” a consentire alla nuova amministrazione di progettare il futuro della città e dei propri figli”; tutti insieme, scrive Sergi “con uno scopo univoco e convergente: il riscatto dell’intera collettività platiese”.
L’appello appassionato del professionista si consolida nel richiamare tutti i cittadini a lasciare da parte individualismi, egoismi e vecchi rancori, per il bene precipuo: “il passato è passato … guardiamo al futuro. Tutto si può fare, basta crederci!” ed invita tutti i destinatari della lettera aperta-manifesto, a tutti quelli che “come me, sperano e vogliono, che ci sia una nuova “ primavera” per Platì,  a farsi avanti e confrontarsi aprendo un dibattito costruttivo, che sia da incubatoio di idee concrete, affinché in questo lembo di terra ritorni la democrazia”.