FRANCO SPACCIA INTERVIENE DOPO LA LETTERA APERTA DI ROSARIO SERGI
Platì 16 aprile 2009
Il
giorno dopo l’invito alla popolazione ed alle istituzioni di Rosario Sergi,
consulente finanziario e revisore dei conti, cittadino di Platì, qualcosa sembra
si sia mosso. Giornali e televisioni hanno raccolto l’esortazione e già l’ex
consigliere comunale ed assessore al commercio Franco Spaccia, già delegato per
la frazioni Cirella e primo degli eletti nella lista capeggiata dall’ex sindaco
Francesco Mittiga, partecipa al dibattito, sostenendo le tesi del concittadino
ma soggiungendo che a suo avviso “la democrazia è stata negata a Platì”. Molte
cose, secondo l’ex assessore hanno quasi messo la museruola “a quanti con
impegno ed amore per il proprio paese, avevano iniziato un cammino che, se pur
irto di difficoltà, stava percorrendo la strada di una ripartenza vera”. Le
cose, come è noto, sono trascorsi dieci anni, non sono andate nel verso giusto.
La prima amministrazione a guida del dottor Mittiga durò un anno e mezzo (siamo
nel 2001) e venne sciolta subito dopo l’”operazione marines” del 2003 dove
vennero fermate 103 persone. Seguì il periodo di commissariamento del dott. Ielo
e nel 2004, i platiesi andarono alle urne ed in quella occasione scelsero fra
due liste, ancora il dottor Mittiga quale primo cittadino. Quella giunta e lo
stesso sindaco, per sospetto di infiltrazione e condizionamento mafiosi fu
mandata a casa nel 2006 e da allora, una terna prefettizia governa il piccolo
centro aspromontano. “Condivido l’appello di Sergi, dice Franco Spaccia, ma
debbo evidenziare con forza che mi rode un dubbio: vale la pena candidarsi?
Siamo a fine aprile ed ancora non sappiamo nemmeno se verranno indette le
elezioni. Mancano meno di due mesi e tranne la lettera aperta dell’amico Sergi,
non avverto alcun movimento tra la popolazione. Credo, continua Spaccia, che si
debbano impegnare i partiti e creare quel clima di confronto e di dibattito
necessari per una civile convivenza. Il partito ti l’incipit della presenza
direi quasi istituzionale. Le associazioni ci sono a Platì e si manifestano in
organizzazioni di cultura e di volontariato che fanno onore a tutta la Calabria.
Sotto questo aspetto la democrazia c’è ed è vivente, nel senso che si vede,
palpita, si muove. Restano però i problemi veri che vanno risolti, parlo delle
frazioni Cirella, Lauro e Gioppo dove vivono circa 1200 persone, dove debbono
essere funzionanti le scuole, le strade di collegamento tra le contrade. Siamo
in emergenza sia in inverno, ancora non sono state sistemate le frane del mese
di novembre, sia d’estate. L’opera iniziata ed interrotta due volte ci costringe
ad essere pessimisti. C’è molto da fare assieme alla gente comune ma
principalmente assieme alle istituzioni che debbono veramente impegnarsi per
ricostruire una nuova città più a misura d’uomo. Abbiamo giovani capaci,
volenterosi e professionisti che sono impegnati nel sociale ed intendono offrire
il proprio contributo per riedificare Platì. In un momento di grande debolezza,
con la paura che si inizia un periodo nuovo ma con la spada di Damocle sempre
sospesa, di strada se ne farà pochissima. C’è bisogno di serenità e questa deve
esserci data da tutte le istituzioni, dal Prefetto al Governo Centrale, dai
rappresentanti ufficiali al parlamento, a quelli regionali e provinciali. Senza
chiacchiere ma con la forza del “fare”, del “costruire” finanziando le opere,
sollecitando i progetti e facendoli realizzare, nella legalità, certamente, ma
nel rispetto dell’uomo e nella democrazia.
(Domenico Agostini)