IN COMMEMORAZIONE DI MIMMO DEMAIO, SINDACO DI PLATI’

discorso tenuto dal Capogruppo della D.C. Nicola Barbaro nella riunione del 30 aprile 1985

 

 

Non è facile ritornare in quest’aula dopo l’immane tragedia che ha colpito il nostro caro sindaco Mimmo Demaio, la sua famiglia, l’amministrazione comunale, il partito nel quale militava e l’intero paese.

È stato altrettanto difficile, per me, comporre queste poche righe per commemorare l’amico Demaio a poco più di trenta giorni dalla sua improvvisa scomparsa. Ma col cuore in gola e la mente piena di ricordi mi sono sforzato di delineare i tratti salienti di questo nostro amato Sindaco che tutto ha dato per il paese fino al sacrificio supremo.

Da quel tragico 27 marzo la nostra popolazione vive nell’angoscia e nel tormento per aver perso un amico sincero, un consigliere fraterno, un amministratore onesto; siamo rimasti attoniti, afflitti, sconsolati ed increduli per cui forse non riusciamo ancora ad avvertire, nella sua reale portata, il vuoto incolmabile che Mimmo Demaio ha lasciato tra noi e soprattutto nella sua famiglia che non riesce a darsi pace, non riesce a trovare conforto e rassegnazione avendo la moglie perduto un marito affettuoso ed i figli il sostegno valido della loro giovane età.

Ma in questo giorno triste e doloroso sia di conforto ai suoi cari il sapere che noi tutti: amici, amministratori e cittadini siamo vicini a loro con l’affetto e la solidarietà dovuti a chi è stato colpito così duramente nell’intimo dei sentimenti. Sia di conforto il sapere che il loro congiunto non è morto del tutto poiché gli affetti, i ricordi, la memoria del passato, non possono morire, ma restano vivi e vitali, come esempio di una esistenza vissuta nel dovere e nella dignità.

“Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha dell’urna” scriveva il poeta Foscolo; il caro Mimmo Demaio ha lasciato tanto affetto ma nello stesso tempo tanto dolore poiché è stato soppresso quando ancora tanto doveva dare alla sua famiglia, ai suoi amici, al suo caro paese.

In lui fu sempre viva la concezione cristiana della vita, concezione che lo aiutava a superare ogni difficoltà, concezione che non mancava di riflettersi quotidianamente nella sua azione privata e pubblica: è stato un lavoratore instancabile, un padre premuroso, un marito ed un figlio adorabile; nella vita politica si è contraddistinto per l’onestà, l’impegno, la serietà e la capacità di risolvere i problemi.

Iniziò a fare politica nei primi anni del 1960 quando fu eletto consigliere di minoranza nella civica amministrazione e poi segretario della sezione democristiana del paese.

Con umiltà ed entusiasmo prese a cuore la carica politica affidatagli ed in breve tempo riuscì a rifondare il partito verso il quale i consensi del popolo andarono sempre più aumentando. D’allora si aprì un capitolo nuovo nella storia politica del nostro paese: Mimmo Demaio incominciò a farsi carico delle attese e delle speranze deluse di una popolazione provata dalla miseria, della disoccupazione, dall’emigrazione inarrestabile e dalle continue alluvioni. Incominciò così il suo peregrinare, senza badare a spese, per portare avanti nelle sedi opportune i problemi del paese e le richieste sempre pressanti dei concittadini verso i quali aveva instaurato un rapporto di sincera amicizia ponendosi al loro completo servizio con generosità ed altruismo.

Ben presto Mimmo Demaio diventò il punto di riferimento per tutti e per qualsiasi problema; divenne il simbolo e la bandiera del riscatto della popolazione che, nel maggio del 1978, a stragrande maggioranza, gli conferiva l’onore e l’onere di guidare il governo del paese.

Il nuovo sindaco non perse tempo, subito si rimboccò le maniche e si dette da fare per sollevare il paese dall’immobilismo in cui era precipitato.

Con alto senso di responsabilità mise al bando le vecchie polemiche, invitò l’opposizione a collaborare, evitò ogni forma di discriminazione e creò le premesse per una pacificazione sociale e politica necessaria per fare decollare il paese in una prospettiva di reale progresso e di civiltà.

Per questo obiettivo egli si adoperò con tutte le sue energie, senza scoraggiarsi, senza mai desistere, senza venire meno all’impegno ideale che lo legava al partito e al suo popolo, da vero democratico e autentico cristiano.

Le speranze dei cittadini non vennero deluse; con la sua tenacia, con il suo impegno costante si conseguirono i primi risultati concreti: s’incominciò ad alleviare la disoccupazione attraverso l’impiego di mano d’opera nei Consorzi di bonifica; furono redatti e finanziati progetti per la sistemazione del suolo onde scongiurare il pericolo sempre incombente delle alluvioni; si realizzò la tanta attesa strada di senoli e tante altre strade interpoderali; fu ampliata ed ammodernata la rete elettrica nel centro, nelle frazioni e nelle campagne; si è dato l’avvio per la costruzione della scuola media, del nuovo mattatoio, degli alloggi popolari; si risolveva finalmente l’annoso problema dell’acqua; attraverso la Cassa Depositi e prestiti venivano finanziate altre importanti opere pubbliche per l’importo di oltre un miliardo di lire; infine, dopo lungo, costante impegno, arrivano i finanziamenti dei primi progetti per la sistemazione definitiva della S.S. 112.

Tutto questo torna a vanto del compianto sindaco Demaio il quale aveva saputo trasmettere a tutti noi consiglieri l’entusiasmo e le speranze che lo hanno sempre sorretto.

Ma quanti sacrifici personali, quante rinunce, quante umiliazioni, quante attese, quanto dolore! Ma egli resistette a tutto e, mentre con la fede e la costanza che erano le doti peculiari del suo carattere battagliero, riuscì a superare i momenti più difficili, non riuscì a sottrarsi a quell’avverso destino che lo separò per sempre dalla sua famiglia e dai suoi concittadini.

Noi lo ricorderemo sempre; la sua vita ha lasciato una traccia nella storia del nostro paese; la sua opera non può essere dimenticata, per questo è giusto che una piazza del paese prenda il suo nome ed in essa venga eretto un busto marmoreo ed una lapide in suo ricordo.

È questo un segno tangibile di riconoscenza verso colui che non c’è più, versa la famiglia ed il popolo che hanno perduto un bene inestimabile.

 

L'annuncio della manifestazione               Il resoconto della manifestazione          I riconoscimenti  

Le interviste    
Il discorso dell'assessore anziano Natale Marando(1985)             

L'articolo sulla Gazzetta del Sud il giorno dopo l'assassinio     
La lettera di Padre Mosé Simonetta a Don Ernesto Gliozzi parroco di Platì    

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