Emozioni a Platì per la cerimonia dell'intitolazione della piazza
a Domenico Demaio il sindaco barbaramente ucciso il 27 marzo 1985
Platì, 5 maggio 2008
Se tra i vari
significati del termine “positivo” vi è quello di “modificare e migliorare la
qualità della vita attraverso una partecipazione effettiva dei nostri pensieri,
del nostro modo di fare”, la manifestazione celebrativa nel popoloso centro
aspromontano di Platì ha rappresentato l’espressione più
significativa, più tangibile. A Platì, non si è svolta soltanto la cerimonia
dell’intitolazione della Piazza a Domenico Demanio che, come ha detto suo figlio
Dante “consola, ma non riempie l’incolmabile vuoto che ci ha lasciato”, Platì,
come hanno sostenuto subito dopo la cerimonia tutti della Parrocchia S.S. Maria di
Loreto con la manifestazione “Se provi a volare” organizzata dalle catechiste
Annamaria Sergi, Teresa Bregandì ed i ragazzi della prima Media, è in grado di
“riprendere il cammino” perché si è “riaccesa la speranza”. Lo hanno gridato i
duecento e passa bambini veri attori della “festa” i quali hanno sostenuto uno
dei princìpi che Mimmo Demanio aveva sempre onorato a fronte alta: “Stare con
gli ultimi e non con i potenti”, lo stesso principio portato avanti dai giovani
Commissari prefettizi che in due anni e mezzo hanno dato una grande mano per
“migliorare” le condizioni economiche, culturali e sociali di questo lembo di
terra aspromontana, come avrebbe voluto fare l’indimenticato Mimmo, se non fosse
stato barbaramente ucciso in quel tristissimo pomeriggio di inizio primavera del
1985, davanti agli occhi ancora increduli della figlia Antonella, allora
diciassettenne. Ebbene, i
quattro “gioielli”di Mimmo: Dante, Antonella, Francesco ed Emanuela, oggi
illustri professionisti, con il cuore sempre vivo per la Platì nativa con le sue case, le
sue viuzze, la sua gente, la moglie Maria Violi sobria nel suo eterno dolore,
nel ricordo sempre vivo dell'uomo che ha sempre amato, partecipando alle due
manifestazioni, hanno inteso far sapere che “senza una cultura della vita, non
ci può essere futuro, non solo per Platì ma per la Locride, il mondo intero”, e Dante,
nel suo breve e lucido discorso celebrativo, ha
voluto concludere con la storica frase di Martin Luther King: “I have a dream”:
Io ho un sogno; il sogno della speranza che i giovani platiesi possano crescere nella cultura e
nell’onestà, preservando le bellezze naturali di questi posti, impegnandosi ad
essere attivi protagonisti del proprio futuro non in luoghi lontani, ma in
questo paradiso naturale”.
A perenne ricordo, sulla parete di ingresso del Comune, non più “grigia” ma con i colori della terra e del sole, brillante intuizione dei tre Commissari Galeone, Romano e Chiofalo, alla presenza del vice prefetto vicario Vincenzo Trovato, della dott.ssa Crea, vice prefetto di Reggio Calabria, dei segretari provinciali UDC Francesco Candia, e PRI, dell’on.le Maria Grazia Laganà, del senatore Franco Crinò, dei sindaci Sebastiano Giorgi di San Luca, Luciano Pelle di Antonimina, Domenico Polifrone di Ciminà, Barresi in rappresentanza del comune di Locri, ed ancora: Rosy Canale dell'Associazione Rosa, Pasqualino Polifrone Vice presidente della Comunità Montana "Aspromonte Orientale", Giorgio Imperitura presidente del Sistema Bibliotecario territoriale della Locride, Marcello Attisano presidente dell'Associazione Locride Impresa, Antonio Rappoccio consigliere del Comune di Reggio Calabria, autorità civili, militari, religiose, ed al suono delle note dell’Inno di Mameli intonate dall’Orchestra Giovanile Nicola Spadaio di Delianuova è stata scoperchiata la lapide marmorea con la scritta: “Al sindaco Domenico Demanio orgoglio dei platiesi onesti, vittima del dovere, barbaramente ucciso da mano criminale mentre operava per la salvaguardia del pubblico interesse e per la difesa dei beni comunali. La Commissione Straordinaria il 4 maggio 2008 “.
L'annuncio della manifestazione
I riconoscimenti
Le
interviste
Il discorso dell'assessore anziano Natale Marando(1985)
Il discorso del capogruppo della DC Nicola Barbaro (1985)
L'articolo sulla Gazzetta
del Sud il giorno dopo l'assassinio
La lettera di Padre Mosé
Simonetta a Don Ernesto Gliozzi parroco di Platì