DOVREBBERO PARTIRE I LAVORI IN TERRITORIO DI PLATI' DELLA STRADA SS 112
Platì, 31 luglio 2010
Il Comune di Platì si avvia a consegnare “i lavori di ripristino della S.P. n. 2 del tratto Bovalino-Platì” per un importo complessivo di un milione di euro, comprensivo anche del ripristino dei danni causati dagli eventi meteorici straordinari che si sono verificati tra il mese di novembre 2008 e febbraio 2009. Tanto è stato deciso dal Consiglio provinciale nella seduta della conferenza dei servizi martedì 20 luglio.
Come già comunicato da questo giornale la progettazione dell’intervento è stata affidata al gruppo di tecnici costituito dall’ing. Domenico Palamara (capogruppo), ingg. Giandomenico Meduri, Giuseppe Davide Cardinali, Vittoria Bagnato, Arch. Massimiliano Cozza D’Onofrio, Geol. Beniamino Michele Capicotto. Il geometra L. Siclari, nominato Responsabile Unico del Procedimento ha ritenuto opportuno disporre la convocazione di una Conferenza dei Servizi per poter acquisire pareri, nulla osta, autorizzazioni ed intese da parte degli Enti interessati al procedimento, secondo le rispettive competenze.
Il sindaco Michele Strangio ha espresso il proprio compiacimento per il finanziamento ottenuto anche perché la popolazione attendeva da tempo che venissero ripristinati i luoghi in cui gli eventi alluvionali del 2008 e 2009 avevano creato danni consistenti e resa precaria la viabilità. La somma di un milione di euro è comprensiva dei lavori che dovranno essere fatti nello stralcio del programma del 2° tratto della SS 112 Aspromonte tra Bovalino e Platì. Una strada che avrebbe dovuto essere già funzionale lungo tutta la tratta ma che a distanza di anni, purtroppo continua a segnare il passo. Se si pensa poi che fin dal 22 aprile 2009, con delibera n. 20, l’Amministrazione provinciale aveva approvato il piano degli interventi per “la mitigazione delle criticità idrogeologiche e il ripristino dei danni causati dagli eventi alluvionali”, si capisce come le pastoie burocratiche continuino a mettere in difficoltà le Amministrazioni comunali che si vedono ingessate e impossibilitate a dare risposte concrete alla popolazione che, per questi ritardi, mette alle corde sindaco ed amministratori accusandoli di immobilismo.