FRANCO SPACCIA CONTRO CRIMINALIZZAZIONE DI PLATI'
Platì, 29 maggio 2009
Franco Spaccia, ex assessore comunale della Giunta guidata dall’allora sindaco Francesco Mittiga, con delega per la Frazione “Cirella”, oggi ricandidatosi alle amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale di Platì del 6 e 7 giugno prossimi, manifesta disappunto verso quanti, organi d’informazione compresi, continuano a criminalizzare la collettività del centro preaspromontano della Locride da tre anni governato da una terna di commissari straordinari dopo lo scioglimento del civico consesso per presunti condizionamenti mafiosi. L’ex amministratore, che ora scende di nuovo in campo nella lista “Platì-Cirella per ripartire insieme”, con candidato a sindaco Rosario Sergi, ritiene infatti che non corrisponda al vero, come scritto su qualche giornale, che a Platì vi sia una povertà fittizia visto che sorgono ville con giardino e sono presenti macchine di lusso. Spaccia ricorda che, seppur qualche “lusso” vi è, la maggior parte dei cittadini non vive nell’oro ed attende ancora tanta giustizia. Spaccia sottolinea che quando s’insediò l’amministrazione Mittiga, sciolta nel 2006 per presunti condizionamenti mafiosi, i nuovi amministratori trovarono una situazione “a dir poco scandalosa” per cui “iniziammo a lavorare onestamente facendo attenzione a quanto era successo negli anni precedenti”. Il candidato di “Platì-Cirella per ripartire insieme” precisa, ancora, che basta controllare i documenti per verificare che all’Amministrazione poi sciolta per mafia vennero attribuite “anche colpe non nostre” e che, sottolinea, “hanno pesato i cognomi che si portano, i gradi di parentela e le strette di mano con gli amministrati”. Ad avviso di Spaccia, “se si continuerà a guardare a parenti ed amici sarà difficile trovare qualcuno che non abbia legami parentali”. Si dice inoltre convinto che le piccole ditte locali, quelle platiesi, debbano poter partecipare ai vari appalti che si bandiscono “altrimenti tanto vale togliere le licenze”. Spaccia ricorda, ancora, che l’Amministrazione Mittiga, di cui faceva parte, aveva iniziato ad occuparsi dell’assegnazione della case popolari, del rifacimento delle strade, dei servizi sociali, del consolidamento delle zone in cui erano cadute tante frane, dell’erogazione dell’acqua e di tante altre problematiche importanti ma lo scioglimento del Consiglio non ha permesso che si andasse oltre. Alla luce di tutto ciò Spaccia si dice “perplesso nell’affrontare la mia campagna elettorale” perché “non sarà semplice” anche perché i problemi di Platì “non sono ormai alle spalle”. La nota di Spaccia si conclude con una riflessione-provocazione che lascia spazio a tanti interrogativi e commenti, non ultimo quello di una sua possibile rinuncia alla candidatura se non “sarà ristabilita la verità sulla condizione di Platì. “Non me la sento, sinceramente, di andare avanti se prima non sarà stata fatta giustizia e verità ed ogni voto che otterrò sarà proprio per rafforzare questa mia tesi, chiedendo, al contempo, che Platì sia commissariata a vita!”.