LA MINORANZA CONSILIARE PROTESTA PER IL MANCATO SERVIZIO MENSA A 600 BAMBINI
Platì 6 aprile 2010
Con un comunicato stampa dall’emblematico titolo: “Non siamo in Italia, siamo al Sud, in Calabria, a Platì”, il Capogruppo della minoranza consiliare , “esprime rammarico per il modus operandi del Sindaco e della Sua Giunta , che hanno determianto la mancata erogazione del servizio della mensa scolastica. E pensare che qualche sera addietro in un programma televisivo, i rappresentati dei vari schieramenti politici si sono indignati condannando il comportamento assunto da un amministratore del Veneto, dell’ Italia del Nord, che a causa del mancato pagamento della retta per il servizio mensa , aveva sospeso l’erogazione, da qualche giorno, del servizio nei riguardi di 10 bambini morosi , costringendoli a mangiare il panino imbottito in sostituzione del normale pranzo.
A Platì, continua Sergi, paesino del Sud Italia, il sindaco e la sua giunta costringono, a pane ed acqua, i nambini dell’Istituto Comprensivo, dal mese di ottobre e nessuno si indigna, nessuno pone l’attenzione su un diritto, quello allo studio, che in una realtà come la nostra, dovrebbe servire da apripista, per costruire un futuro migliore per i nostri bambini, i quali sin da piccoli si vedono negati i propri diritti da una Amministrazione , quella Comunale, assente e disattenta (vedi anche la mancata erogazione del contributo per il Gioco Sport all’Istituto Comprensivo a.s. 2009/2010).
Il Gruppo di minoranza, ahimè , ha solo il dovere-potere di segnalare lo stato delle cose , ma non ha la possibilità di intevenire in prima persona, per la risoluzione delle problematiche,può solo assistere, impotente alle scelte politico–amministrative, che penalizzano nello specifico le nostre famiglie , il Dirigente Scolastico, i docenti, il personale non docente e ATA, che con mille difficoltà, svolgono la propria attività a Platì; ma penalizzano soprattutto i bambini , i nostri bambini , che non hanno niente, e quel poco che hanno, gli viene tolto, da un Sindaco insensibile e lontano dalla realtà delle cose, che ogni volta, alle nostre richieste di informazioni in merito, ci risponde con tono sarcastico e di scherno, “ protestate tanto ………….” , non capendo, che la nostra rivendicazione del servizio mensa non è pretesto di lotta politica, ma è solo e semplicemente un rivendicare il diritto allo studio dei nostri figli, che è negato e calpestato, a causa dell’inerzia e del lassismo, legato alla miopia di chi, come l’assessore Perre ( unico in Giunta ad avere figli che frequentano l’ Istituto Comprensivo di Platì), non riesce a capire, che la mensa scolastica, non rappresenta solo ed esclusivamente il momento del pranzo, ma è anche un momento di aggregazione e socializzazione indespensabile ed utile , per i nostri figli e anche per i suoi figli, per cui elemento necessario e imprescindibile allo svolgimento di una didattica, volta all’apprendimento ed alla socializzazione dei bambini”. Nel comunicato, Sergi si rivolge alla Caritas, alla Protezione Civile, all’Esercito e alla Croce Rossa , di intervenire, allestendo delle cucine da campo per garantire l’erogazione dei pasti caldi, al fine di sopperire all’incapacità ed all’inefficienza della Giunta.
Rimaniamo, anche in attesa dell’indignazione, che si è riservata alle realtà del Nord, perché anche il Sud e nel nostro caso Platì ed i suoi bambini, hanno sicuramente bisogno, di essere attenzionati.
Al Sindaco Strangio, ed alla sua Giunta chiediamo di rendere conto ai cittadini di Platì, prima, ed alla Corte dei Conti dopo, che fine faranno o hanno fatto, le somme prodotte dalle “economie” , che la mancata erogazione del Servio Mensa, hanno prodotto per la sua Amministrazione, quantificati da noi tra € 30.000,00 e € 50.000,00 , visto che, il Sindaco Strangio e la sua Giunta, hanno inteso risparmiare € 2,50 per ogni pasto non erogato ai nostri figli ed anche ai loro figli, nipoti o cugini, che rapresentano una popolazione scolastica di circa 600 persone”. Sergi e la minoranza stanno valutando l’ipotesi di chiedere in sede civile, e se ci sono i presupposti, anche in sede penale, il ristoro dei danni, che il comportamento perpetrato dal sindaco Strangio e della sua Giunta, ha causato, attentando alla salute dei nostri bambini, costretti ad affrontare un anno scolastico di scuola a tempo pieno, senza pasti caldi.