CONVEGNO DI STUDI SU "LA POESIA DI SALVATORE
FILOCAMO"
Un pubblico delle grandi occasioni ha apprezzato gli interventi di Rocco
Ritorto, Giuseppe Falcone e Franco Nicita

Bovalino, 15 febbraio 2006
L’atteso incontro organizzato dal Circolo Culturale "Conca Glauca" sul tema: “La poesia di Salvatore Filocamo” si è svolto regolarmente con una presenza qualificata di persone che sono giunte da tutta la Locride. Il pur ampio ed elegante salone del sodalizio culturale non è riuscito a contenere tutti e molti hanno dovuto seguire le relazioni in piedi. La buona amplificazione, però, ha consentito il regolare svolgimento del convegno che, iniziato alle ore 18,30, è terminato alle ore 21.00.
Alla presenza della presidente
onoraria Anna Battaglia, moglie dell’indimenticato Giuseppe Battaglia fondatore
del sodalizio, la Presidente Immacolata Iozzo con molto garbo e con una breve,
dotta ed elegante relazione ha introdotto i lavori presentando con pochi ma
efficaci tratti biografici i relatori: Rocco Ritorto poeta e scrittore, Giuseppe
Falcone, già docente emerito di dialettologia all’Università di Messina,
Francesco Nicita, ex docente di matematica dei licei classico e scientifico di
Locri, i figli del poeta Salvatore Filocamo.
Al
tavolo della presidenza il dott. Luigi Napoli, socio emerito del Circolo e il
figlio del poeta, professor Carmelo Filocamo, ex docente nei licei ed uomo di grande spessore culturale.
Presente anche il giovane editore Franco Pancallo che ha messo in visione le
opere già stampate dalla sua giovane e prestigiosa casa editrice. Libri di
elevato valore culturale "riportati alla luce" dopo essere stati devastati dal
tempi e "ricostruiti pagina per pagina, rigo per rigo, lettera per lettera",
perché, come ha scritto lo stesso Franco Pancallo "Solo riappropriandoci delle
nostre radici, potremo incamminarci a testa alta, verso la grande avventura nel
villaggio della nuova Storia".
Rocco Ritorto che
ha anche svolto la funzione di moderatore, nella sua relazione ha tratteggiato la figura del poeta,
collocandola nella dimensione della letteratura dialettale calabrese. Ha poi
fatto un dotto excursus della letteratura dialettale dalle origini ai nostri
tempi, evidenziandone la genuinità e la freschezza poetica, molto spesso
tramandata oralmente.
Il Professore Giuseppe Falcone ha svolto una relazione molto erudita,
catalogando l'attività poetica del Filocamo per generi e soprattutto per periodi
di età della sua vita, partendo dalla "cotraranza" per finire con i canti intimi
della maturità e dell'ultimo periodo della sua vita. Falcone ha rilevato che
Salvatore Filocamo è stato soprattutto un poeta che è nato poeta e, col passare
degli anni,
lo
è diventato sempre di più. La freschezza delle immagini, i momenti di vera
poesia si ritrovano nella situazioni descritte con poche
battute e acquisiscono grande
valore poetico. Egli come i grandi della letteratura latina (il relatore ha
fatto riferimento ad Orazio e a Lucilio) sapeva trarre ispirazione da qualsiasi
situazione particolare personalmente vissuta e riuscendo anche ad indicare ai
lettori i valori esistenziali derivati sia da momenti di gioia e ancor più da
momenti di grande malinconia.
Il moderatore subito dopo ha invitato a parlare il figlio del poeta Carmelo
Filocamo, il quale ha ripercorso tutta la vita di suo padre, infiorandola di
aneddoti e soffermandosi soprattutto sul periodo in cui anch'egli, giovane
studente, collaborava col genitore. Si tratta del periodo in cui Salvatore
Filocamo ha lavorato a Bovalino alle dipendenze del Commerciante Francesco
Spatolisano. Ma soprattutto il professore Filocamo ha fatto riferimento alla sua
opera di ricostruzione della produizione poetica del padre, alla quale ha
lavorato con la professionalità del ricercatore e amore filiale. La serata si è
conclusa con la recita di alcune poesia da parte di Franco Nicita che è stata
molto apprezzata dal numeroso pubblico, nonostante si fosse fatto abbastanza
tardi.